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No al deposito di scorie: blitz nei tre aeroporti

No al deposito di scorie: blitz nei tre aeroporti

Il movimento Nonucle ha manifestato ad Alghero, Olbia ed Elmas Ai turisti è stata consegnata una brochure in cinque lingue diverse

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ALGHERO. «Benvenuti nel deposito radioattivo d’Italia». Non sarà il messaggio di accoglienza che i turisti desideravano, ma la provocazione dei militanti di Nonucle-Noscorie ha colto nel segno. Ieri mattina, all’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Alghero, la marea di turisti provenienti da ogni parte d’Europa è rimasta un po’ sorpresa nel vedersi consegnare quella brochure informativa in cinque lingue diverse, sardo compreso. Stesse scene negli aeroporti di Olbia e di Elmas.

Nessuna informazione sulle spiagge più belle da visitare o sui piatti tipici da provare, ma un messaggio chiaro: “No al deposito unico delle scorie radioattive in Sardegna”. Più di settecento persone fermate e aggiornate sul pericolo imminente che l’isola venga individuata come deposito per le scorie nucleari italiane e non solo. «Volete sapere qualcosa di più sull’ultimo regalino che stanno facendo alla Sardegna», è il mantra che Francesca Frigau, portavoce provinciale del comitato Nonucle-Noscorie, ripete a ogni persona che esce dal gate degli arrivi. In molto si fermano, ascoltano e solidarizzano. «C’è molta sensibilità e un alto livello di consapevolezza – dice l’attivista – speriamo che serva a qualcosa». A Elmas all'appello hanno risposto soprattutto i turisti tedeschi e in tanti hanno acquistato le magliette del comitato «Nonucle-Noscorie». A Olbia ha partecipato al sit-in anche l'indipendentista sardo Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, che ha lanciato la proposta che il 26 luglio vengano organizzati presidi anche nei porti di Olbia, Cagliari e Porto Torres. «Questa nostra isola è un paradiso che potrebbe trasformarsi in un inferno - ha detto Cumpostu - a difenderla ci pensiamo innanzitutto noi sardi, ma vorremmo che ci pensassero anche tutti coloro che amano la Sardegna. La nostra isola è un bene che non appartiene soltanto ai sardi – continua Cumpostu, uno dei leader del comitato -. Tutti devono sapere che questa isola potrebbe ospitare il deposito unico delle scorie nucleari. Per questo ci teniamo a informare i turisti e anche quei sardi che tornano qui dopo tanto tempo».

(Gian Mario Sias, Dario Budroni)

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