La Nuova Sardegna

Stagione di fuochi, primi bilanci: in un mese più di 170 roghi

di Pier Giorgio Pinna
Stagione di fuochi, primi bilanci: in un mese più di 170 roghi

Il comandante dei forestali: «Moltiplicate le cause accidentali alimentate da temperature torride» La Protezione civile: «La macchina di contrasto funziona, cresciuto l’impegno dei volontari»

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SASSARI. Sardegna in fiamme. L’isola è a rischio: dalla metà di giugno, oltre 170 roghi. Decine gli ettari devastati. E centinaia gli interventi di forestali, vigili, barracelli, volontari. Una terra di fuochi dove si guarda già ad agosto con timore.

Picchi di calore. In questo luglio torrido molti focolai sono alimentati da temperature infernali. Però gli esperti hanno più paura del maestrale: «Come sempre potrebbe agevolare i blitz dei piromani», dicono. Ma in queste settimane, di fatto, niente raffiche preoccupanti. Così i professionisti dell’antincendio sperano che, quando le brezze torneranno, si potrà forse contare su un calo del caldo. Una specie di compensazione, insomma. «Molto pericoloso sarebbe invece se nuove ondate di temperature elevate fossero accompagnate da venti forti», concludono sul punto.

Stime e valutazioni. «A ogni modo la macchina di contrasto sta funzionando bene – sostiene il capo della Protezione civile regionale, Graziano Nudda – Con l’autonomia data al nostro Centro funzionale e con i collegamenti all’apparato statale siamo all’avanguardia nella lotta alle fiamme». Va ricordato che oggi il conteggio dei roghi è più analitico: comprende piccoli focolai in passato non censiti e perciò il fenomeno può apparire più allarmante degli ultimi anni. «Ma non è così», rilevano gli specialisti.

Vertenze. Sembrano poi in parte superati i contrasti fra Regione e sindacati dei vigili su carenze di uomini, mezzi, presìdi. «E quest’anno l’attivazione dei volontari dà i frutti sperati, sebbene la loro dislocazione sul territorio sia piuttosto disomogenea – ricorda Nudda – È più facile trovarli in provincia di Cagliari e nel Sulcis che in altre zone, soprattutto al Nord. E se finora questo in in Italia è il luglio più rovente degli ultimi 70 anni, stiamo comunque riuscendo a far fronte a tutte le emergenze».

Cifre. Non è stato ancora definito un bilancio completo di questa prima parte della campagna antincendi. Il numero degli interventi viene via via aggiornato e si calcola che i roghi da metà giugno si succedano con una frequenza di 4-5 al giorno. Nel frattempo c’è stato un unico arresto: un disoccupato di San Vito fermato dal Corpo forestale. Mentre in altre circostanze sono ancora in atto accertamenti e controlli per risalire a chi ha appiccato il fuoco. La prossima settimana, con ogni probabilità, ci sarà una conferenza stampa alla Regione con maggiori dettagli.

Analisi. «A ogni modo ricordo sino a questo momento solo un paio d’incendi che hanno richiesto operazioni difficili e complesse, come quello sul rocciaio vicino a Buddusò – spiega il comandante delle guardie forestali, Gavino Diana – Direi che siamo nella media stagionale». «C’è però qualche particolarità da segnalare – aggiunge il capo degli agenti regionali – Si sa che la stragrande maggioranza degli incendi restano di natura dolosa. Ma stavolta abbiamo potuto constatare diversi casi nei quali alcuni roghi sono stati favoriti in maniera accidentale dal grande caldo. Come quelli partiti da linee elettrice o da zone dove si eseguivano saldature o s’installavano pannelli solari».

Dati incrociati. Quasi inutile sottolineare come il lavoro di contrasto delle fiamme va di pari passo con l’attività degli specialisti Arpas. Come precisa il direttore del dipartimento dell’agenzia regionale, Giuseppe Bianco, «sul nostro sito è possibile visionare i riferimenti delle medie climatologiche e altri fattori dai quali si capisce che in tutte le stazioni di rilevamento i valori delle temperature sono in genere superiori al passato nella stessa stagione». «Non ho raffronti precisi in questo momento, ma ritengo che siamo vicini ai picchi riscontrati nel luglio del 1982 e del 1983», aggiunge. Mentre il dirigente regionale della Protezione civile illustra un’altra novità. «È in programma una suddivisione in sottozone delle mappe provinciali destinate a segnalare i livelli di pericolo d’ incendio sul sito della Regione – chiarisce Graziano Nudda – Sarà così possibile localizzare in maniera ancora più precisa le aree a rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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