Cargo dei misteri, il sospetto: e se le navi fossero due?
Il Falkvag intercettato al largo della Sardegna e poi tornato in Libia: captato dal satellite nello stesso periodo un segnale in Nordafrica e uno in Norvegia
C’è un giallo nel giallo nella storia del Falkvag. Alcuni dati contraddittori che alimentano nuovi inquietanti sospetti sulla sua attuale attività e su chi la controlla. Andiamo con ordine: secondo i pochi documenti reperibili, il vecchio cargo ammaina la bandiera norvegese nel dicembre dello scorso anno dopo 56 anni di onorato servizio nei fiordi norvegesi. Chi l’acquista e si nasconde dietro la bandiera della Sierra Leone è oggi un mistero.
Il 2 gennaio di quest’anno il radiofaro di Cherbourg, sulla costa francese della Manica, inquadra il Falkvag alle 20.56. La velocità è di 8,7 nodi e il porto di destinazione è Zuwara, Libia. Il dato certo è dunque che il cargo ha lasciato i mari del nord per dirigersi verso il Mediterraneo ai primi di gennaio.
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I rilevamenti satellitari danno un’altra certezza. E cioè che il vecchio cargo norvegese alle 5,20 del 16 febbraio 2015 è ormeggiato nel porto libico di Zuwara. Un secondo rilevamento conferma che la nave è sempre lì alle 17.38 del 15 marzo successivo.
C’è però qualcosa che non torna: il satellite indica che il cargo Falkvag alle 11.43 del 28 febbraio 2015 risulta in viaggio tra Stavanger e Tau, nei fiordi norvegesi. Visto che la velocità massima della nave è di 12 nodi è praticamente impossibile che sia riuscita a raggiungere il mare del Nord in appena 12 giorni.
E poi c’è un’altra stranezza: l’MMSI (Maritime Mobile Service Identity), cioè l’identificativo radio, è diverso: 258574000 e non 667001293.
Una contraddizione apparentemente senza risposta. A meno che non ci siano due Falkvag... (p.m.)
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