La Nuova Sardegna

Marco Meloni scrive a Soru: «Pd addio, il partito umilia la sinistra»

Lascia la direzione e l'assemblea regionale dei democratici e non rinnova la tessera

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CAGLIARI. Marco Meloni (omonimo del parlamentare eletto in Liguria) lascia la direzione e l’assemblea regionale del Pd e non rinnova la tessera.

«Questo partito oggi non mi rappresenta, schiaffeggia la mia visione del mondo e umilia la sinistra e i suoi ideali», scrive in una lettera inviata al segretario Renato Soru. «Avete scelto una scuola su modello aziendale, rinunciando ad ascoltare e responsabilizzare la comunità scolastica», aggiunge Meloni elencando le ragioni delle sue dimissioni che suonano come un atto d’accusa verso il governo e anche la giunta regionale.

«Avete imposto nel mondo del lavoro un’uguaglianza al ribasso. Accentrate il più possibile le decisioni, sminuite e, quando possibile, ignorate gli organi collegiali, dello Stato e del partito. In Sardegna, alla prova dei fatti, rinnegate l’ambientalismo, la sostenibilità e il pacifismo».  

«In Europa avete scelto posizioni timide per non scontentare l’intreccio politico-finanziario che sta ciecamente guidando l’Unione», aggiunge Marco Meloni.

«Governate il nostro Stato, la nostra Regione e il mio Comune di residenza e non percepisco un cambiamento che vada incontro alle esigenze dei giovani, quelli rimasti per mancanza di possibilità o testardaggine - continua Marco Meloni -. Ho brevemente creduto di poter essere uno dei mattoncini dell’argine che avrebbe riportato il Pd verso polizioni sociali e comunitarie e meno marcatamente neoliberiste e populiste, per poi constatare che il capitano ha facilmente convinto, o non di rado comprato, quasi tutta la ciurma e non sentirmi più parte di questa nave».

«Non si tratta di una scelta personale, ma politica», precisa Meloni, secondo il quale «la sfida sarà rinunciare alla creazione di una debole sommatoria di bandiere e sigle, per costruire un unico movimento progressista e socialista, che in Europa sappia camminare insieme a chi sta lottando per un comune sviluppo sociale e politico, che nasca e cresca nelle periferie, geografiche ed economiche, che ridia sovranità ai popoli e speranza agli individui».

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