Migranti, sbarco concluso: subito trasferiti nei centri
Il questore Dispenza: «Non c’è alcun allarme, tutto ha funzionato benissimo» Cinque donne al pronto soccorso, oggi l’autopsia sul giovane arrivato senza vita
CAGLIARI. Cinque delle donne migranti sbarcate con altri 450 tra giovani e bambini al porto canale sono finite ai pronto soccorso degli ospedali cagliaritani e ne sono uscite nella notte. La Prefettura ha dovuto chiedere l’intervento del centro di prima accoglienza Cpa-Cara di Elmas: tempo mezz’ora e c’era un letto anche per loro. Altri alloggi di fortuna sono stati allestiti in uffici della Questura e in altri edifici che garantissero un minimo di comfort. È stato il solo intoppo in una giornata in cui la macchina dell’accoglienza ha funzionato come meglio non si sperava. Conclusa la fase dell’identificazione - 72 sarebbero minorenni - e trattenuti alcuni fra i malati di scabbia al reparto infettivi del Santissima Trinità, i profughi sono partiti a bordo di furgoni e auto per le località di destinazione: «Non c’è alcun allarme e nessuna emergenza – ha insistito il questore Filippo Dispenza – tutto si è svolto nella massima serenità e con grande spirito di collaborazione». Stesse rassicurazioni dalla Prefettura, indispensabili visto il clima che si è diffuso in altre regioni d’Italia: «È andato tutto benissimo – ribadisce Ettore Businco, il dirigente che coordina l’ufficio emigrazione – grazie all’impegno di tutte le forze impegnate e di numerosi volontari. La Sardegna ha dato un bell’esempio, speriamo che venga seguito ovunque».
I costi. La fase successiva sarà il monitoraggio delle sistemazioni: gli uffici prefettizi hanno disposto controlli rigorosi sulla corrispondenza dei servizi ai contratti, sulla qualità dell’ospitalità, sulla regolarità delle spese. Ogni migrante ha diritto a percepire due euro e mezzo al giorno per le piccole spese, altri 35 vengono versati alle strutture che li ospitano, i minorenni costano dieci euro in più perché godono di un regime privilegiato. Il costo per le casse pubbliche va quindi da 1000 a 1300 euro al mese per ogni migrante, i circa duemila rifugiati fino ad oggi trasferiti in Sardegna costano quindi complessivamente circa due milioni e 200 mila euro al mese, in gran parte finanziati dall’Unione Europea. Nessun costo ricade sulla Regione Sardegna.
Il numero. Ora però emergono interrogativi, legati al numero dei richiedenti asilo che l’isola sarà chiamata ad accogliere. Finora sono stati distribuiti tra le province in rapporto alla popolazione. Ma se il flusso degli arrivi non dovesse interrompersi o almeno rallentare, i comuni sardi saranno in grado di affrontare la situazione? «Finora non ci sono problemi – è la risposta di Businco – ma non è possibile dare risposte perché la Prefettura si limita a eseguire le indicazioni del governo». Come dire: ce l’abbiamo fatta, ma fino a quando?
L’autopsia. La cronaca di ieri ha lasciato aperto anche un altro interrogativo: come è morto il giovane migrante trasportato dal mercantile norvegese fino a Cagliari? Oggi sarà eseguita l’autopsia al Policlinico universitario di Monserrato. La polizia e i carabinieri hanno sentito i racconti dei compagni di viaggio, oggi la Procura della Repubblica dovrà stabilire se esistono ipotesi di reato o no. Potrebbe trattarsi di morte naturale, ma non è detto. Sarà poi importante stabilire dove è morto: acque internazionali o italiane? Nel primo caso nascerebbe un problema di competenza. Altre indagini riguardano gli scafisti: polizia, carabinieri e capitaneria stanno cercando di individuarli.
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