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LA NORMATIVA

Olbia, i presidenti dei parchi: "Sì al ritorno dei maxi yacht"

Serena Lullia
Lo yacht Al Mirqab nella baia di Cala di Volpe
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Lo yacht Al Mirqab nella baia di Cala di Volpe

Il parere favorevole di Giuseppe Bonanno (La Maddalena) e Augusto Navone (Tavolara)

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OLBIA. Il decreto anti inchini li aveva messi al bando, confinandoli oltre due miglia dalle coste protette. Ora i maxi yacht sono di nuovo i benvenuti. E i primi ad accogliere con il sorriso il provvedimento del ministero dei Trasporti e dell’Ambiente sono i responsabili delle aree marine protette. Il decreto anti Schettino, varato all’indomani della tragedia della Concordia, metteva sullo stesso piano i giganti da crociera con i mega yacht. Come per i primi aveva stabilito anche per i secondi l’obbligo di navigazione ed eventuale ancoraggio oltre il limite delle due miglia dai confini delle zone protette.

«Il decreto era in effetti un po’ restrittivo - commenta il presidente del Parco di La Maddalena, Giuseppe Bonanno -. Nasceva dall’esigenza di risolvere un problema specifico, dopo l’incidente alla Concordia. Ma la sua estensione generalizzata aveva creato dei problemi. L’arcipelago non va protetto dai maxi yacht, ma dai mercantili e dalle navi che attraversano lo stretto di Bonifacio. C’è anche da dire che i grandi yacht, grazie anche alla tecnologia elevatissima a bordo, sono molto più sicuri delle tante piccole e medie barche che navigano nelle aree marine protette. Va quindi bene il diritto di navigazione entro le due miglia, purché vengano rispettate tutte le altre norme".

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Bonanno porta avanti la sua battaglia perché il Parco sia dotato di un corpo di vigilanza. "Finchè questo non avverrà saranno sempre parchi di carta - aggiunge -. Perché leggi, nome e decreti siano applicati è necessario che ci siano più controlli. E persone per farle rispettare". L’apertura della circolare del ministero ai maxi yacht li riporta dove già navigavano prima del 2012. "Fatte salvo le regole della zoonizzazione del parco potranno navigare ovunque - sottolinea il presidente Bonanno -. Ci sono poi dei limiti naturali. Un maxi yacht non può per esempio andare al porto della Madonna perché i fondali sono troppo bassi".

Diverso il discorso per le navi da crociera, che però non assumono contorni demoniaci nel pensiero di Bonanno. Al punto da aver inserito il loro arrivo nell’arcipelago già a partire dalla prossima estate. "Nel piano del Parco abbiamo previsto l’attracco delle navi da crociera nell’isola di Santo Stefano, simulando il percorso di navigazione delle navi americane - dice ancora il presidente -. Quell’area è caratterizzata da un fondale con detriti di accumulo. La loro presenza non può creare danni ambientali. Ciò che servirà poi è un attento studio sull’effettivo impatto economico che scelte di questo tipo possono avere sull’arcipelago".

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La fine dell a messa al bando dei maxi yacht nelle aree marine protette piace anche al direttore dell’Amp di Tavolara-Capo Coda Cavallo, Augusto Navone: "La circolare esplicativa ha chiarito bene la natura dei grandi yacht - spiega Navone -. Che potranno ritornare a navigare come facevano prima del 2012. In effetti c’era una confusione normativa su cui finalmente si fa chiarezza. Ben vengano i maxi yacht". Esulta la sezione yacht di Federagenti. "Finalmente si stabiliscono nuove regole coerenti con la doppia esigenza di tutelare le aree marine e attirare flussi economicamente molto importanti".

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