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Altri quattro milioni per le società in house

Altri quattro milioni per le società in house

Dopo il bonus del Governo, la Regione garantirà che resistano fino a dicembre Evitati i licenziamenti anche dei precari. Una «manovrina» per trovare i soldi

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CAGLIARI. Prima il bonus del Governo, intorno agli otto-dieci milioni, ora altri quattro arriveranno dalla Regione per mettere in sicurezza le società in house, precari compresi, delle ex Province. Il secondo salvagente è stato deciso dalla conferenza permanente Regione-Enti locali, che ha censito quale dovrebbe essere il fabbisogno reale per arrivare senza strappi, leggi licenziamenti, fino al 31 dicembre. Il totale potrebbe aggirarsi intorno ai 12-14 milioni, stando agli stipendi in carico alle società controllate a suo tempo dalle Province storiche e da quelle regionali. Se il bonus del Governo, cioè la restituzione di buona parte delle sanzioni imposte per aver sforato il tetto del Patto di stabilità, era servito a far tirare un sospiro di sollievo a Sassari, Nuoro e al Medio Campidano, l’ultimo intervento annunciato dovrebbe mettere al riparo soprattutto Cagliari. Eviterà all’ex Provincia commissariata il rischio di ritrovarsi con le casse vuote ed essere costretta a inviare le lettere di licenziamento.

Manovrina. I quattro milioni dovrebbero arrivare agli enti intermedi, sempre più in mezzo al guado, attraverso la «manovrina» finanziaria decisa all’inizio del mese dalla Giunta e inviata al Consiglio regionale dall’assessore al Bilancio Raffafele Paci. Non sarà facile trovare nelle pieghe di quelle correzioni ai conti della Regione, altri quattro milioni, ma il tentativo sarà fatto. La Conferenza ha scelto la strada dell’emendamento, il testo è stato condiviso dai Comuni, per far arrivare alle società in house i finanziamenti extra necessari. Per l’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu, che ha presieduto il vertice, «i quattro milioni sono la boccata d’ossigeno che ci voleva». Nei fatti però serviranno solo a tamponare la falla e comunque permettere alle società di arrivare senza affanni alla fine dell’anno.

Pericolo scampato. Non ci sarebbero alternative: senza i milioni riavuti indietro dal Governo, nel senso che le tre ex Province fuori Patto non dovranno più pagare le sanzioni, e senza quelli in arrivo dalla Regione non sarebbe stato possibile rinnovare i contratti ai precari delle aziende controllate. Non è un caso che la Multisiss, amministrata dall’ex Provincia di Sassari, qualche giorno prima del bonus governativo avesse inviato le lettere di licenziamento. Lo stesso era pronto a fare il commissario di Cagliari, ma con i milioni della Regione il pericolo dovrebbe essere scampato. Poi bisognerà vedere come saranno riorganizzati gli Enti locali e quali competenze dovranno accollarsi i Comuni in base alla bozza presentata dall’assessore Erriu e ancora all’esame della commissione Riforme del Consiglio regionale. In queste settimane e dopo il vertice di maggioranza a Sanluri, l’iter è stato velocizzato e per il testo definitivo è questione di settimane.

Comuni. Anche di sopravvivenza dei Comuni si è parlato nella Conferenza permanente. Da una parte sono schiacciati ancora dal Patto di stabilità imposto dal Governo, mentre la Regione da quel cappio sè riuscita a liberarsi col pareggio di bilancio – bene o male si vedrà – dopo l’accordo firmato un anno fa col Governo. Dall’altra devono subire anche i criteri rigidi sulla divisione del Fondo unico, cioè del totale dei trasferimenti dalla Regione ai Comuni. Per entrambi i casi – fa sapere una nota della Regione – «la Conferenza ha deciso alcune correzioni». Sul Patto le amministrazioni dovrebbero ottenere presto la possibilità di maggiori imterventi, i soldi li hanno in cassa, rispetto ai tetti imposti dal decreto legge del Governo approvato dal Parlamento sulla spesa pubblica. Anche per quanto riguarda il Fondo i trasferimenti dovrebbero essere svincolati dai criteri, molto rigidi, che finora hanno rischiato di azzerare la liquidità dei Comuni.

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