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Assemblea Pd, la sinistra moderna di Soru

Assemblea Pd, la sinistra moderna di Soru

A Oristano rinviata la surroga dei civatiani usciti dal partito. Il segretario regionale parla del futuro

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CAGLIARI. Non tutti i civatiani hanno abbandonato il Pd. Se è vero che uno dei primi adii di massa è stato proprio in Sardegna, con in testa l’ex segretario provinciale di Cagliari Thomas Castangia, è vero che altri contestatori hanno scelto di stare nel partito. L’assemblea regionale del Pd, riunita a Oristano, ha capito che con questa componente formata da quelli che sono rimasti, la trattativa è ancora possibile e può essere trovato un punto d’incontro. Anzi, l’assemblea era pronta a sostituire nei posti di vertice – due vicepresidenti e alcuni componenti della segreteria regionale – i civatiani dell’addio con quelli decisi comunque a contrastare dall’interno la maggioranza del partito. Solo che l’assemblea non ha potuto farlo per mancanza del numero legale e così il cambio di consegne è stato rinviato a settembre.

Dopo Sanluri. Nonostante la votazione per le cariche rimaste scoperte sia slittata, a Oristano non è mancato il confronto politico. Non poteva che essere così a una settimana dal vertice di Sanluri in cui tutto il centrosinistra si è confrontato per arrivare a questa conclusione: la necessità di una maggiore condivisione di problemi e soluzioni sull’asse partiti, Consiglio regionale. Giunta. È una strada in cui l’assemblea regionale del Pd si è riconosciuta perché conferma la volontà dei Democratici di poter dire in futuro la loro sui grandi temi per il rilancio della Sardegna. In altre parole, essere quello stimolo per la Giunta di cui tante volte ha parlato il segretario regionale Renato Soru.. Poi è anche vero che, allo stesso tempo, non sono mancati i momenti di forte contrasto con la Giunta, ma proprio il vertice di Sanluri potrebbe essere servito ad attenuare i toni e anche a guardare oltre le troppe voci su un possibile rimpasto in Giunta.

Soru. Nel suo intervento il segretario regionale ha parlato di come dovrebbe essere il partito da qui ai prossimi anni. Una svolta è indispensabile anche dopo l’ultima pesante sconfitta ai ballottaggi nelle elezioni comunali. Per Soru bisogna puntare «a essere sempre più il partito guida di una sinistra moderna attenta nell’ascoltare le richieste della gente, ma essere pronto nelle decisioni destinate a imprimere una svolta» In estrema sintesi, ha detto che «il Pd non può essere più solo il partito degli operai, ma neanche quello di Marchionne». È nell’equilibrio fra questi mondi che un Pd moderno, come anche una sinistra moderna al governo, deve essere capace di trovare la strada. «C’è ad esempio – ha detto Soru – il mondo delle piccole e medie imprese o quello del precariato che dobbiamo rappresentare nell’analisi dei problemi e nella proposta delle soluzioni». Soru ha parlato anche di come una sinistra moderna dovrebbe affrontare il dramma della povertà: «Non può solo gestire il fenomeno, deve soprattutto andare a monte per rimuovere le cause ed è per questo che il Pd dovrà essere protagonista nel dibattito sui grandi temi dello sviluppo in Sardegna»..

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