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L’autopsia: è morto annegato

L’autopsia: è morto annegato

Arrestati tre scafisti, due rispondono anche della fine del giovane senza nome

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CAGLIARI. Nessun giallo: il giovane arrivato sabato scorso senza vita al porto canale è morto annegato mentre tentava di raggiungere l’unità di soccorso italiana che aveva intercettato i barconi carichi di migranti a sud di Lampedusa. A confermarlo sono state le testimonianze dei compagni di viaggio: l’hanno visto sparire tra le onde malgrado le ciambelle salvagente che gli sono state lanciate non appena è finito in acqua. Raggiunta la certezza sulla causa della morte il magistrato di turno Guido Pani ha deciso di non disporre l’autopsia sul corpo del giovane, ma soltanto un prelievo di tessuti utile a ricostruire il dna in vista di una possibile identificazione. Pani ha comunque aperto un’inchiesta giudiziaria perché in base a un accordo nazionale la competenza sui reati connessi all’immigrazione va alla Procura territoriale del luogo di sbarco. Sarà dunque la magistratura cagliaritana a perseguire i tre scafisti che erano alla guida dei motoscafi su cui viaggiavano i migranti prima del salvataggio effettuato nel canale di Sicilia: sono stati arrestati e rinchiusi in carcere. A tutti e tre il pm Pani contesta il reato specifico di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e a due di loro anche la morte come conseguenza di un altro delitto in relazione al decesso dell'immigrato avvenuto durante le operazioni di soccorso e arrivato cadavere in Sardegna sul mercantile norvegese che ha portato in Sardegna 456 profughi partiti dalla costa libica e diretti al centro Europa. Tutti i migranti sono stati trasferiti alle destinazioni provvisorie, suddivisi tra le province dell’isola in percentuali calcolate in base alla popolazione residente. Un intervento di accoglienza perfettamente riuscito grazie alla collaborazione di tutte le forze di polizia, dell’Asl, della Capitaneria, del Corpo Forestale e di un grande numero di volontari che hanno lavorato sulla banchina del porto canale.

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