Scorie nucleari, ad agosto la mappa
La Carta delle aree possibili consegnata al Governo. Un altro mese di top secret
ROMA. La mappa che servirà a scegliere dove costruire il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è pronta. Ha completato il suo viaggio, fatto di relazioni e verifiche, tra l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e la Sogin, la società pubblica incaricata di occuparsi dello smantellamento degli impianti nucleari nazionali e della gestione dei rifiuti radioattivi). Ora la «Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee» – c’è o non c’è la Sardegna? – è nelle mani del ministero dell'Ambiente e di quello dello Sviluppo economico. Saranno i due ministri a firmare il nulla osta per liberare il documento dall’attuale top secret, e di seguito dare alla Sogin il via libera alla pubblicazione della mappa. Pubblicazione a questo punto annunciata per agosto.
L'area su cui sorgerà il deposito, che avrà al suo interno anche un parco tecnologico (un centro di ricerca), deve rispettare alcune condizioni. Sono state così escluse le aree vulcaniche e sismiche, quelle sotto la soglia di 700 metri sul livello del mare o a una distanza inferiore ai 5 chilometri dalla costa, a rischio frane o inondazioni ma anche quelle dove c'è una pendenza maggiore del 10 per cento. E ancora non potranno scelti territori a una distanza inferiore di un chilometro da autostrade, strade extraurbane e ferrovie. Fatte queste esclusioni e al netto delle proteste popolari, la Sardegna è in prima fila, le aree potenzialmente idonee per il deposito di rifiuti nucleari - come hanno ricordato i due ministeri - sono «nell'ordine di alcune decine dislocate in varie regioni italiane». Da questa rosa ristretta, uscirà fuori il nome della località prescelta.
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