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Fuori in 4 per sentenza: Arbau, Azara, Sale e Fenu

Legge elettorale bocciata a Roma: penalizzati La Base, Idv, Irs e Zona Franca Entrano Zanchetta, Congiu, uno fra Gaia e Comerci, e Lampis per il centrodestra


22 luglio 2015 di Umberto Aime


CAGLIARI. Alla fine la legge elettorale è caduta a Roma, nell’aula del Consiglio di Stato. Con questo risultato clamoroso a sedici mesi dal voto: quattro consiglieri regionali sono stati messi alla porta e altri quattro arriveranno forse prima della pausa estiva. A dover abbandonare la seggiolina di via Roma (il motivo è spiegato nell’articolo in basso) sono Efisio Arbau (Sardegna Vera-La Base), Michele Azara (Sv-Idv) e Gavino Sale (Irs) per la coalizione di centrosinistra, Modesto Fenu (Zona franca) sul fronte opposto, quello del centrodestra. A subentrare saranno (o dovrebbero essere) Pierfranco Zanchetta primo dei non eletti per l’Upc nel collegio della Gallura, Antonio Gaia dello stesso partito e finora rimasto fuori dal Consiglio nonostante gli oltre 1.500 voti a Cagliari, Gianfranco Congiu del Partito dei sardi, che era candidato nel collegio di Nuoro. C’è però anche l’ipotesi - secondo alcune interpretazioni – che uno dei tre neo vincitori possa lasciare da subito il posto, senza neanche una presenza all’attivo, a Nicola Comerci , che nel 2014 era in corsa con Sel in Gallura, oppure a un candidato non eletto del Pd. Il mistero nasce dal fatto che a presentare il ricorso vincente in appello dopo essere stati sconfitti al Tar sono stati proprio Zanchetta, Gaia e Congiu e nella sentenza c’è scritto che «sono loro a dover subentrare in qualità di appellanti». Però c’è chi – dopo aver letto il dispositivo sostiene: il conteggio dovrà essere comunque rifatto e a quel punto potrebbero esserci diverse sorprese. È addirittura ancora più complicata la situazione nel centrodestra. Dall’opposizione nessuno aveva ricorso contro la ripartizione dei seggi, ma il Consiglio di Stato ha messo lo stesso mano anche da quelle parti. Così il posto di Fenu dovrebbe passare dal Movimento Zona franca a Fratelli d’Italia-An con l’ingresso in Consiglio di Gianni Lampis, candidato nel collegio del Medio Campidano. In questo caso il giallo è ancora più intricato perché i giudici del Consiglio di Stato non precisano in sentenza chi, come e quando dovrà decidere il cambio di guardia. In ogni caso, la rivoluzione d’estate, in Consiglio, è un libro ancora da scrivere almeno in parte. Gli sconfitti avranno 60 giorni di tempo per ricorrere in Cassazione e sollecitare la sospensione del provvedimento, ma nel frattempo sempre al Consiglio potrebbe essere notificata la sentenza e quindi fra pochi giorni dovrebbe l’ormai obbligatorio passaggio di consegne.

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