Sanna e Morghen: «È stata una fatalità»
I sindaci di Sassari e Sorso sono andati in ospedale per trovare i feriti: «Il crollo non era prevedibile»
SASSARI. «Ora chi vuole speculare su questo incidente, è libero di farlo. Ma con tutta sincerità mi sento di dire che si è trattato di una fatalità, e un simile crollo non era assolutamente prevedibile». Il sindaco di Sassari Nicola Sanna respinge le accuse di negligenza e trascuratezza che in queste ore piovono sopra l’amministrazione. «Non c’era alcun segno premonitore – spiega – nessuna lesione superficiale che potesse suggerire un possibile cedimento». E prosegue: «Quando sono stati fatti gli ultimi interventi di manutenzione, i tecnici naturalmente hanno controllato eventuali segni sui muri e sull’asfalto. E non è stato riscontrato niente. Ma anche ora, se qualcuno dovesse osservare la superficie della Rotonda, non noterebbe alcuna anomalia. Si tratta un indebolimento sotterraneo della struttura, che ripeto non era possibile intuire». Nicola Sanna è andato all’ospedale per visitare i ragazzi feriti e per assicurarsi del loro stato di salute. «Ho parlato con tutti, tranne che con un giovane che al mio arrivo era stato sottoposto ad ulteriori accertamenti diagnostici. Mi hanno raccontato dell’incidente: loro che mangiavano un panino all’ombra, e del muro che improvvisamente ha ceduto senza dare il tempo di alzarsi e fuggire. Erano tutto sommato tranquilli, qualcuno un po’ dolorante, ma sereni. Ho cercato di spiegare loro che è stata una fatalità, e mi sono sembrati d’accordo. Ho parlato anche con i loro genitori: erano preoccupati per le condizioni dei propri figli, ma non erano adirati per l’accaduto. La nostra conversazione è stata molto cordiale». Anche il sindaco di Sorso Giuseppe Morghen si è precipitato al Santissima Annunziata. «Ho voluto assicurarmi personalmente che i ragazzi stessero bene e non corressero pericolo di vita. Sono molto dispiaciuto per ciò che è accaduto e sono convinto che si è trattato di una imprevedibile fatalità. Sarebbe potuta accadere in qualsiasi altra parte del litorale, perché stiamo parlando di chilometri e chilometri di strutture edificate sessant’anni fa. Le amministrazioni possono intervenire quando il pericolo è evidente, o ci sono dei campanelli d’allarme. Ma è inimmaginabile con le nostre risorse ristrutturare un litorale così esteso come Platamona. Noi abbiamo cercato di mettere in sicurezza il Lido Iride, che sicuramente rappresenta un’insidia per i bagnanti. Abbiamo recintato l’area con delle transenne, ma ogni tanto qualcuno le smonta e le butta sulla spiaggia. Oppure c’è il problema dell’erosione tra Porchile e Marritza che mette a rischio la tenuta dei costoni di roccia. Abbiano dei fondi per contrastare l’azione del mare, ma non bastano di certo per rendere sicuro quel tratto». Ora ci sono da attribuire le competenze sulla Rotonda, e capire chi dovrà ripristinare i luoghi: «Siamo già d’accordo con il sindaco di Sassari – conclude Morghen – non può diventare una questione di centimetri. Tra noi ci sarà massima collaborazione. L’importante è che la Regione metta al più presto a disposizione delle risorse, poi intervenire non sarà di certo un problema».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
