Zedda: «Nessun danno al teatro»
Duro confronto tra Procura e difesa sulla posizione del sindaco
CAGLIARI. Una memoria di 140 pagine e un esame di quasi cinque ore davanti al giudice Lucia Perra per allontanare da sè il sospetto, avanzato dal pm Giangiacomo Pilia, di aver danneggiato l’attività del Teatro Lirico con una serie di comportamenti contradditori e illegali. Stavolta non si è tirato indietro il sindaco Massimo Zedda, che accantonata l’idea annunciata in consiglio comunale di dimettersi dalla presidenza della Fondazione ha affrontato con determinazione l’udienza in cui viene vagliata l’istanza di interdizione presentata dalla Procura, che dopo averlo mandato a giudizio per il presunto abuso d’ufficio legato alla nomina di Marcella Crivellenti al ruolo di sovrintendente lo indaga nel procedimento-bis con diciassette capi d’imputazione, tutti riferiti a ulteriori presunti abusi d’ufficio. Zedda - affiancato dai difensori Fabio Pili e Giuseppe Macciotta - ha respinto con forza ogni accusa, facendo riferimento all’analisi compiuta dai suoi legali di una situazione interna al teatro andata avanti per mesi e mesi in uno stato di perenne conflitto tra chi sostiene il ritorno di Mauro Meli e chi vorrebbe tenerlo lontano da via Sant’Alenixedda. Il giudice Perra si è riservato la decisione, che arriverà dopo l’esame della documentazione depositata e le valutazioni sull’interrogatorio di Zedda. A indurre il pm Pilia a chiedere al gip Perra l’interdizione di Zedda dalla presidenza, un’iniziativa clamorosa e senza precedenti nei teatri lirici, è stata una sequenza di denunce presentate dall’ex consigliere di amministrazione Gualtiero Cualbu, che accusa il sindaco di aver boicottato sistematicamente l’attività del Lirico, anche sul piano artistico, pur di fermare il ritorno in sella e il prolungamento del contratto di Meli.
Zedda è impegnato a difendersi su tutti i fronti: due settimane fa i suoi legali hanno consegnato al pm Pilia una corposa relazione difensiva firmata dal consigliere di amministrazione ed ex procuratore aggiunto Mario Marchetti, dove fra le altre cose viene denunciata la mancata messa in esecuzione di una sentenza del consiglio di stato che imponeva a Meli la restituzione della liquidazione percepita a conclusione del precedente mandato di sovrintendente. Nella relazione, Marchetti contesta punto per punto i diciassette capi d’imputazione per altrettanti abusi d’ufficio che la Procura attribuisce a Zedda nell’inchiesta-bis e rilancia denunciando una serie di episodi da chiarire. La presidenza di Zedda viene contestata anche dalla gran parte dei sindacati interni al teatro, che chiedono da tempo le dimissioni della sovrintendente Angela Spocci, giudicata inedeguata per la soluzione dei problemi non solo finanziari che attanagliano la Fondazione del Lirico. (m.l)
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