Addio allo scrittore E.L. Doctorow
È morto a 84 anni uno dei più acuti analisti della fragilità del mito americano
NEW YORK. Cercare di capire l'idea che l'America ha di se stessa e del suo passato, per poter meglio comprendere il presente era l'intenzione di quasi tutta l'opera di E.L. Doctorow, scomparso ieri a 84 anni per un cancro ai polmoni. Esemplare in questo senso il romanzo cui deve la sua grande popolarità, «Ragtime» (1975).
Di famiglia ebrea di origine russa Edgar Lawrence Doctorow era nato a New York nel 1931. Lettore fine e onnivoro, amante della grande letteratura europea, da Dante e i nostri classici delle origini sino ai Russi dell'Ottocento, dopo aver lavorato in una casa editrice, aveva insegnato a lungo all'università, principalmente Scrittura creativa, anche alla New York University, dove ha ottenuto nel 1982 la cattedra di Letteratura americana. Dopo un inizio come sceneggiatore, ha pubblicato molti libri, pagine di saggistica, varie raccolte di racconti, una dozzina di romanzi per i quali ha ricevuto premi importanti, il National Book, e due volte il Pen/Faulkner. Per lui, ieri, anche il cordoglio di Obama, che in un tweet lo ha salutato come «uno dei più grandi romanzieri d'America». I suoi libri «mi hanno toccato così tanto, e mi mancherà», ha scritto il presidente Usa.
Tra gli altri suoi romanzi – spesso ispirati a personaggi storici e pubblici che per questo, sosteneva Doctorow, avevano in sé già un elemento di fiction e testimoniano la precarietà del sottile confine tra realtà e mito che è una delle caratteristiche dell'anima americana – sono da ricordare «La fiera mondiale» (1985); «Billy Bathgate» (1989) storia al tempo del Proibizionismo di un povero giovane che cerca un riscatto inseguendo il suo mito, diventare un fuorilegge imitando il gangster Dutch Schultz; «L'acquedotto di New York» (1995) visione noir e quasi fantascientifica dello sviluppo enorme e incontrollato della citta alla fine del Novecentoe; «La marcia» (2005) sulla celebre campagna del generale William Sherman durante la Guerra di secessione americana lungo il Sud, traversata esemplare e rivelatrice.
E tutta l'opera di Doctorow in fondo è proprio una traversata dell'America negli anni della sua formazione come società moderna sino da oggi, alla crisi e la coscienza di una nuova vulnerabilità, in cui tutto sembra frutto del caso ed invece rivela radici precise e fili rossi che legano e spiegano.
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