Dubbi anche sull’applicazione immediata
Per alcuni avvocati il dispositivo deve essere subito esecutivo, per altri la situazione è più complessa
CAGLIARI. Benedetto Ballero avvocato amministrativista di grande esperienza e difensore di Efisio Arbau, uno dei consiglieri sconfitti, lo dice subito: «È una situazione complicata e in evoluzione. Non c’è ancora la parola fine e a pronunciarla dovrà essere la Cassazione». Gli avvocati Raffaele Soddu e Gianni Benevole, sono di tutt’altro avviso: «La sentenza del Consiglio di Stato dev’essere applicata subito e il Consiglio regionale non può che prenderne atto». Lo scontro è frontale e altri avvocati sono stati convocati in via Roma per capire come l’Aula dovrà comportarsi. La giunta delle elezioni ha sollecitato un parere all’ufficio legale interno, poi sono arrivati in soccorso anche alcuni legali dell’Avvocatura dello Stato, ma la soluzione del caso appare ancora lontana. È molto difficile che oggi la giunta delle elezioni esca dalla prima riunione con la soluzione in tasca e potrebbe solo proporre al Consiglio di Stato una sospensiva dell’esecuzione della sentenza in attesa di maggiori chiarimenti.
Le reazioni. Gavino Sale di Irs, uno dei quattro cacciati, ha detto: «Pazienza, sono pronto a riprendere le mie storiche battaglie indipendentiste fuori dal Palazzo». Modesto Fenu (Zona franca), anche lui fra i bocciati, è pronto a ben altra battaglia, quella giudiziaria. «È una sentenza profondamente ingiusta oltre che inapplicabile. Un esempio: consentirebbe a partiti come l’Upc che ha preso 11mila e 400 voti di avere tre consiglieri, mentre altre forze con maggiori consensi elettorali resterebbero fuori dal Consiglio». Per aggiungere subito dopo: «L’assemblea regionale deve tutelarsi in ogni modo non è possibile l’elezione di un candidato (il riferimento è ad Antonio Gaia) che non abbia ottenuto un numero sufficiente di voti e il risultato sarebbe questo: un Consiglio bloccato e delegittimato». Tesi neanche presa in considerazione dall’Upc e dal suo segretario nazionale Antonio Satta: «La sentenza dei giudici d’appello non lascia spazio a dubbi o a fantasiosi e improponibili ricorsi». Per poi passare a un affondo più politico: «È evidente che il gruppo Sardegna vera di cui facevano parte non esiste più e quando ci sarà l’insediamento dei nuovi consiglieri, che auspichiamo in tempi rapidi, individueremo nuove forme di rappresentanza in Consiglio regionale». Il che vuol dire: la bagarre è appena cominciata. (ua)
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