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musica

Parla Carmen Consoli: «Cultura e più diritti: così si può cambiare»

di Andrea Musio
Carmen Consoli
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Carmen Consoli

La cantante sarà in concerto sabato alle ore 21 nell'arena Sant'Elia di Cagliari

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CAGLIARI. La piccola, grande rivoluzione di Carmen Consoli. La Cantantessa torna sabato nell'isola per un solo concerto (alle 21, ad aprire saranno le Lillies on Mars) all'arena Sant'Elia, per presentare dal vivo il suo ultimo disco “L'abitudine di tornare”, senza ombra di dubbio l’album meno intimista della cantautrice catanese. «Per me questa è una rivoluzione – spiega – non solo dal punto di vista musicale. Viviamo in un periodo in cui bisogna dire apertamente cosa si pensa, prendendo posizione». Nelle dieci tracce che compongono l’opera si parla infatti di crisi, diritti civili, femminicidio, mafia, profughi e naturalmente l’amore. Non un disco di impegno politico, bensì ad uno sguardo con sarcasmo e ironia sul nostro tempo.Come Pirandello ha insegnato. «Quello che manca agli italiani è l'educazione. Si può parlare di diritti civili e farsi capire solo dopo una rivoluzione culturale. In questo Paese non vengono rispettati quelli all'istruzione come alla sanità. Un popolo sano e istruito è felice. Genera civiltà, produce ricchezza. Solo così si può abbandonare l'idea che tutto si possa raggiungere con un po’ di notorietà anziché con il sale in zucca, lavoro, studio e impegno. In Italia ci hanno detto che il paese non si rialza con un panino e la Divina Commedia invece, guarda un po, sono così stupida che penso il contrario. Quello che ci è mancato è proprio la Divina Commedia. E’ il motivo per cui ci ritroviamo in questo disastro. Nelle tre “I” propinateci in questi ultimi vent'anni di degrado e inciviltà (si riferisce alla campagna elettorale di Berlusconi del 1994: inglese, impresa, informatica, ndr.), manca la “A” di arte e la “C” di cultura. L’Italia dovrebbe contare su ciò a cui siamo geneticamente portati. Ancor prima di parlare di diritti civili, ma anche di raccolta differenziata, politica ed equità, il popolo dovrebbe istruirsi, nuovamente, da zero. Riprendere a studiare la Divina Commedia, e senza accorciare i tempi».

E un aiuto potrebbe venire dalla Rete. «Penso però che l'enorme piazza virtuale stia implodendo. Non siamo pronti per questo enorme flusso di informazione spesso senza controlli, difficile riconoscere il grano dalla gramigna. A Catania diciamo "U suvecchiu iè comu u mancante" che significa “l'abbondanza è come avere nulla”. Si pensi che a partire dal 2003, la quantità di informazioni che riceviamo ogni due giorni, è la stessa che abbiamo avuto in duemila anni della nostra storia. Una volta gli ignoranti stavano zitti. Un proverbio dice che chi sta muto può essere scambiato per intelligente, se sei cretino la prima cosa che devi fare è stare muto invece oggi parlano tutti. Ognuno dice la sua senza veli nascondendosi dietro un nickname. Per secoli siamo stati educati al rispetto, dire le cose in un certo modo, con consapevolezza. Oggi invece l'anonimato della rete fa un po’ paura. Così si alimenta l’arroganza, si cerca il conflitto, l'attacco e l'alterco. Tutti sono allo stesso tempo Treccani e Wikipedia ambulanti» . Ad aprire il concerto organizzato da Sardegna Concerti, ci saranno anche le Lilies on Mars, Lisa Masia e Marina Cristofalo tra rock e psichedelia, che hanno collaborato con Franco Battiato.

«Le conosco – dice Carmen Consoli – mi piacerebbe poter fare qualcosa con loro sul palco ma purtroppo non c'è abbastanza tempo per provare. Ci vorrebbe almeno una settimana... un vero peccato». E il concerto invece come sarà? «Siamo in trio, tre donne sul palco. In questo giro ho abbandonato totalmente le sonorità acustiche. Sarà un concerto rumoroso e crudo. In trio si è più agili e facciamo quello che vogliamo, decidendo una scaletta nuova in ogni momento. In pratica, può succedere di tutto e non escludiamo niente».

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