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Minoja: grande lavoro, bagarre infondata

CABRAS. Ieri sera mancava solo lui. Marco Minoja, soprintendente ai beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano, ha comunque trovato la maniera di replicare alle accuse sulla gestione...

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CABRAS. Ieri sera mancava solo lui. Marco Minoja, soprintendente ai beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano, ha comunque trovato la maniera di replicare alle accuse sulla gestione dello scavo: «Sono polemiche infondate, il lavoro in corso a Mont'e Prama è un intervento di grande qualità», ha scritto in una nota, «per la prima volta è stata integralmente riaperta l'area archeologica e questo lavoro ci aiuterà a comprendere il complesso archeologico di Mont'e Prama nella sua integrità». Sulle ingerenza della pala meccanica, Minoja ammette qualche incontro ravvicinato: «Si tratta di ridotti contatti con materiali archeologici che hanno determinato minime scalfitture e non hanno minimamente danneggiato i reperti». Anche sulla “bandiera” che sventola sullo scavo il soprintendente ha detto la sua: «Per la prima volta scavano esclusivamente specialisti di archeologia nuragica. I responsabili sono sardi e sono sarde anche la manovalanze e il personale di supporto tecnico». L’ultimo passaggio è dedicato all'università, a cui Minoja tende la mano: «Sarà cura della soprintendenza tenere conto delle sollecitazioni del mondo accademico, specificatamente quelle rivolte alla protostoria sarda e all'archeologia nuragica ottimamente rappresentate negli atenei di Sassari e Cagliari». (c.z.)

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