Scorie radioattive, la mappa sarà pubblicata sul web
CAGLIARI. Appena dai ministeri arriverà il via libera, la Carta delle aree idonee a ospitare il sito nazionale dei rifiuti nucleari sarà pubblicherà sul sito www.depositonazionale.it. A annunciarlo...
CAGLIARI. Appena dai ministeri arriverà il via libera, la Carta delle aree idonee a ospitare il sito nazionale dei rifiuti nucleari sarà pubblicherà sul sito www.depositonazionale.it. A annunciarlo è la Sogin, che per conto del Governo dovrà gestire il trasferimento delle scorie nell’area scelta. Il contenuto della Carta dovrebbe rimanere segreto ancora per pochi giorni ed è in quel momento che si saprà se la Sardegna è stata inserita fra le possibili sedi. Nello stesso comunicato è la Sogin a confermare anche di essere pronta a lanciare una campagna di comunicazione sui principali canali televisi nazionali, radio, web e quotidiani, sulla – testuale – «necessità di risolvere il problema della gestione delle scorie radioattive». La campagna sarà realizzata dalla società di pubblicità Saatchi&Saathci e avrà un costo (a prima vista esagerato) di 3,2 milioni. «L’avvio della campagna – prosegue il comunicato – comincerà una volta che la società avrà ricevuto il nullaosta dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, poi seguirà l’annunciata consultazione pubblica della Carta nazionale». È in quel momento, una volta caduto il segreto, si saprà se la Sardegna è stata inserita nella Carta. Infine, un altro annuncio: «la campagna di sensibilizzazione si concluderà a novembre». Da allora in poi e dopo soli cinque mesi dovrebbe cominciare la seconda fase del progetto di stoccaggio con il confronto con i siti potenziali scelti per ospitare il deposito.
Il comunicato della Sogin è stato criticato dall’ex governatore Ugo Cappellacci (Fi), che si è detto pronto a presentare un esposto al Garante per le comunicazioni. «Mentre resta ancora segreto il luogo e viene negata ogni forma di trasparenza, la Sogin avvia una vergognosa campagna propagandistica, per dare l'illusione che sia una scelta partecipata e condivisa ma soltanto dei pazzi potrebbero accettare spontaneamente il deposito nel proprio territorio. A decidere, lo sanno tutti, sarà il Governo».
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