SummerIs Mine, l’estate è rock Ma anche electro
CARBONIA. La musica contemporanea come non l’avete mai sentita. O quasi. Nel senso: quella che si sta suonando ora, e spesso, in piccoli locali e club, garage e sala prove. Della penisola e dell’isola...
CARBONIA. La musica contemporanea come non l’avete mai sentita. O quasi. Nel senso: quella che si sta suonando ora, e spesso, in piccoli locali e club, garage e sala prove. Della penisola e dell’isola. Non una sola musica, ma le musiche. Dal rock in tutte le sue declinazioni all’elettronica. Dall’hip hop che guarda al jazz alle rivisitazioni varie con nostalgia. Dalla west coast vagheggiata nelle prealpi veronesi, alla canzone d’autore impegnata tra Sardegna e Bologna, fino al punk più eccentrico e imprevedibile.
Hanno nomi forse ancora poco conosciuti, ma tra loro c’è del talento e qualcuno verrà pure fuori alla distanza. In ogni caso una bella ricognizione a trecentosessanta gradi. Scusate se è poco di questi tempi dove nei festival – con quale lodevole e rara eccezione – da quelli letterari ai musicali ruotano spesso le solite facce e non si ha il coraggio di osare. Tutto questo accade dal 7 al 9 agosto nel cuore del Sulcis. Nella sua capitale, una volta regno di miniere, Carbonia, dove SummerIs Mine, giunge felicemente alla sua terza edizione imbastendo un programmino ambizioso, di quelli a cui non si era più abituati.
Ad aver mosso gli ingranaggi è l’associazione Lee Van Cleef in collaborazione con Umanitaria e centro servizi del Mediterraneo Film festival. Il luogo del “misfatto” è ancora una volta il parco di villa Sulcis al centro della città con la formula di due palchi e musica a partire dalle ore 18, in grado di raccogliere una superba line up fatta di ben 23 concerti di gruppi, mescolati e provenienti dalla Sardegna e dall’Italia con qualche ospite straniero. Partenza a razzo il 7 con un bel fronte del palco. Apre le danze Franksy Natra alias Stefano Podda, fondatore dei Plasma Expander e poi dei Takoma qui in un personale tributo alla musica cantautorale americana. É un combo di free noise quello di Chen, innamorato del dirigibile Zeppelin. Decisamente differenti le atmosfere costruite da Deian e Lorsoglabro, low fi e folk psichedelico da seguire con attenzione. È’ invece un power trio quello dei bolognesi Lleroy. Senza limiti tra punk e crossover Johnny Mox da Trento mentre sognano i Buffalo Springfield i Maxigross. Ancora Stun e Andiperla. L’8 agosto spazio alla canzone d’autore dei sardi Iosonouncane e The Heart & the Void. Steven Smirney anticipa il suo album in uscita. Sperimentali i Grandmother Safari e Lazybone Flame Kids mentre i Weird sono psichedelici. Ultima serata il 9. Si parte con Upside Down, Ezdac, Dead Cansado, Desert Hype. Tra jazz, hip hop e live electronics i Nohaybanda Trio mentre veleggiano tra omaggi new wave i Tide Predictors. A chiudere l’electro di Surgical Beat Bros e il set del dj ArpXp.
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