Ganau: cambiamo subito la legge
Il presidente dell’Aula: un iter veloce e molto prima che finisca la legislatura
CAGLIARI. Lo ha giurato un’altra volta, il presidente del Consiglio regionale Gianfraco Ganau: «Dobbiamo cambiare in fretta questa legge elettorale. È pessima e prima del 2019 va corretta». Dopo averlo detto in tempi non sospetti e senza che il Consiglio di Stato ci avesse messo ancora le mani, l’ha ribadito con forza alla vigilia dell’uscita dal tunnel in cui una sentenza ha infilato la XV legislatura. «Oltre ad aver provocato – ha detto – i pasticci di questi giorni, la legge in vigore non garantisce e non tutela tre principi fondamentali: dalla rappresentanza territoriale alla parità di genere e infine ha lasciato fuori dall’Aula anche una fetta importante dell’elettorato». C’è anche un quarto motivo di condanna, spiegato così da Ganau: «La filosofia della legge in vigore e votata dal precedente Consiglio è stata quella di eliminare gli sbarramenti all’interno delle coalizioni, ma il Consiglio di Stato l’ha smentita e di fatto inserito un ulteriore sbarramento con il quoziente intero necessario ai partiti per partecipare all’assegnazione dei seggi con i resti». Ed ecco subito il secondo giuramento del presidente: «Bisogna mettere subito in piedi una nuova legge e dobbiamo farlo quando siamo ancora lontano dalla scadenza naturale di questa legislatura. Se fosse per me sarebbe già fatta. Sono disposto a fare ponti d’oro per l’accelerare l’iter e potrebbe essere interessante ripartire anche dalla Legge Statutari a, almeno per quanto riguarda la parte elettorale, cassata a suo tempo solo per motivi tecnici». Il compito di presentare la nuova legge spetta alla Giunta e si sa che l’assessore alle Riforme Gianmario Demuro ha una sua bozza. Dovrebbe essere presentata in aula subito dopo quella destinata a rendere più snella macchina regionale sotto l’aspetto amministrativo e poi incidere anche sulle deleghe oggi assegnate ai dodici assessorati. La verità è che trovare l’accordo sulla legge elettorale non sarà facile e visto quanto accaduto nella precedente legislatura non è neanche difficile sostenere: sarà molto, molto complicato.
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