Atenei, Sassari e Cagliari in risalita
Al terzo e all’ottavo posto nelle liste Censis-Repubblica. Architettura di Alghero sempre prima in Italia per la didattica
SASSARI. E adesso Sassari e Cagliari volano. Nella classifica Censis-Repubblica l’ateneo del Nord Sardegna è terzo tra 15 sedi nazionali di medie dimensioni. Soprattutto: risale di 2 posti rispetto al 2014. E l’ateneo del capoluogo di regione passa dalla nona all’ottava posizione fra 16 grandi università.
Raffronti e polemiche. Esattamente come l’anno scorso di questi tempi, nel periodo in cui gli studenti cominciano a pensare alle iscrizioni basta cambiare gli indicatori di valutazione, rendere l’esame delle stime più approfondita e l'accademia sarda può di nuovo brindare. Perché da Roma arrivano giudizi ottimi: e a ogni modo lontani dai voti poco lusinghieri assegnati a Milano qualche giorno fa dal quotidiano economico-finanziario di Confindustria. Il Sole 24 Ore - basandosi su dati ministeriali rielaborati però su una scala che mette assieme parametri ma non sempre estensibili ovunque in modo omogeneo - aveva infatti collocato Sassari 46esima e Cagliari terzultima in una graduatoria complessiva di 61 atenei statali.
Proteste. Fatto che aveva suscitato reazioni nell’isola: «Quei risultati non vengono spiegati, perdipiù sono seguiti da storture derivate dal comparare tutte le università senza tener conto delle dimensioni». Così adesso gli atenei sardi possono tirare un sospiro di sollievo grazie alla rivincita resa possibile dal Censis.
Le novità. In quest’ultimo elenco Sassari sale sul podio della sua categoria con un punteggio medio di 95,4 su 110. Le stime prendono in esame tutti i più importanti indicatori di valore. «Delineando così un'immagine altamente positiva per l'ateneo turritano», sottolineano nell’antico palazzo di piazza Università. Alle voci web e servizi Sassari si conferma in linea con la media del suo àmbito. Negli altri tre parametri - borse di studio, internazionalizzazione e strutture - ottiene addirittura giudizi eccellenti: rispettivamente 110, 96 e 110. Voti superiori a quelli di Siena e Trento, prima e seconda in classifica.
La didattica. Per quanto riguarda poi l’insegnamento, nel Nord Sardegna il Censis fotografa un contesto accademico ampio, diversificato e saldamente al di sopra della media nazionale in quasi ogni settore, con punte di eccellenza assoluta come il dipartimento algherese di Architettura, che continua a restare così come negli ultimi anni al top in tutta Italia, a prescindere dalle deminsioni degli atenei. Ma anche il gruppo Agrario-Veterinario, Chimico-Farmaceutico e Scienze della formazione entrano tra i primi 10, e in una graduatoria più generale che raggruppa atenei molto più grandi.
Le statistiche. Le informazioni contenute in questo nuovo dossier sono estremamente dettagliate, accompagnate da elementi esplicativi che aiutano a comprendere come si è arrivati a certi risultati. La conseguenza positiva risulta subito evidente: lo spaccato dà un quadro in maniera più efficace di altre classifiche. E tutto questo nonostante per la ricerca scientifica - dove esistono parametri di raffronto internazionali di frequente non non sempre confrontabili - si debba in qualche maniera fare un discorso a sé decisamente più articolato.
Caso per caso. Ma ecco qualche particolare in più sui criteri utilizzati. I giudizi – è bene ricordarlo – vanno da un minimo di 66 a un massimo di 110. Manca la lode, per il resto si seguono gli stessi voti usati per la laurea. La classifica appena pubblicata tiene conto di sei ripartizioni. Non solo suddivide il "Belpaese dell'accademia" in atenei statali mega, grandi, medi e piccoli. Tiene in genere separati i politecnici dalle altre sedi. E inserisce in un elenco del tutto differente separato le università private.
Conclusioni e sintesi. Anche Cagliari vede consolidare alcune sue performance positive rispetto al recente passato, come emerge dal raffronto con gli atenei “concorrenti” se si scorre la precedente classifica Censis del 2014. Supera così Milano Bicocca e altre università di peso. Conquista buoni voti in alcuni settori specifici: in particolare i servizi, le borse di studio e gli scambi internazionali. E ottiene tre punti più per il web. Nelle liste dei gruppi e dei poli scientifici, piazzamenti più favorevoli del 2014 anche nel caso di diversi dipartimenti. Aspetti che contribuiscono a spingere i vertici dell’ateneo del Sud Sardegna verso precise valutazioni: «Tutte le statistiche internazionali dimostrano che a una crescita del numero degli iscritti – in un quadro di risorse costantemente ridotto, come nel caso italiano – non corrisponde un aumento del numero dei laureati. Cagliari non vuole andare in questa direzione. E proprio per questo puntiamo a migliorare molto l’approccio con gli iscritti sin dal primo anno».
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