La Nuova Sardegna

Portovesme, l’ad Lolliri: «Stop agli investimenti»

di Tamara Peddis

L’amministratore delegato scrive ai sindacati e annuncia le modifiche al budget La crisi del mercato mondiale comporterà una riduzione già da quest’anno

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PORTOSCUSO. La crisi del mercato mondiale dei metalli, l'imminente scadenza del regime della superinterrompibilità per l'energia mettono alle strette la Portovesme srl che paventa una crisi dell'industria. Ieri mattina Carlo Lolliri, l'amministratore delegato della fabbrica che produce piombo e zinco, ha scritto una lettera alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil annunciando il momento di difficoltà e il fatto che la riduzione degli investimenti per il 2015 e le modifiche per di budget per il 2016, già messe in atto, non sono sufficienti per garantire il livello di competitività richiesto e stare al passo con i competitors diretti. «Siamo anche intervenuti - scrive l'amministratore Lolliri - sui processi di acquisizione, di beni e servizi ottimizzando risorse e costi e razionalizzando gli interventi nel rispetto comunque del miglioramento continuo», ma nonostante tutto spiega il rappresentante della Portovesme srl «siamo ancora lontani dai valori di riferimento». I parametri del mercato e della produttività vedono quattro ore uomo/tonnellata, la Portovesme evidenzia un indice pari a 10 ore uomo. «Siamo ancora lontani, ma abbiamo i margini per arrivarci» afferma l'amministratore che precisa come questo processo costerà dei sacrifici necessari per garantire la continuità produttiva per altri quindici anni. Le difficoltà economiche dell’azienda determinano un calo delle commesse coinvolgendo le ditte d'appalato nelle quali ci sono già stati dei tagli.

«Da giorni stiamo discutendo con l'azienda sul fatto che la razionalizzazione non deve essere fatta sulle spalle dei lavoratori soprattutto con riduzione di orari e personale», ha dichiarato Roberto Puddu della Cgil del Sulcis Iglesiente. Non sono solo le difficoltà del mercato mondiale e la diminuzione dei costi a preoccupare l'azienda del polo industriale del Sulcis Iglesiente, ma anche l'annoso problema del costo dell'energia. La Portovesme usufruisce del sistema della super interrompibilità sulla base di un contratto nel quale l'azienda accetta la disconnessione in cambio di una riduzione della tariffa. Con la super interrompibilità la remunerazione è doppia e vale solo per le isole Sicilia e Sardegna; un regime consentito in virtù di un pronunciamento della Commissione Europe nel 2012 e prorogato fino al 31 dicembre 2015. Un mancato rinnovo del regime, secondo l'Ad, rischierebbe di vanificare tutti gli sforzi fatti e comprometterebbe la continuità della fabbrica. Per questo Lolliri si appella ai rappresentanti dei lavoratori chiedendo uno sforzo nel rispetto dei reciproci ruoli per affrontare i sacrifici e trovare le soluzioni necessarie.

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