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Ritardi, tra le “vittime” anche l’assessore Deiana

di Silvia Sanna
Ritardi, tra le “vittime” anche l’assessore Deiana

SASSARI. Parla piano al telefono, è seduto a bordo dell’aereo diretto a Cagliari, hanno appena detto che fra poco si parte. “Speriamo”, sussurra. Già, perché l’attesa va avanti da circa un’ora e...

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SASSARI. Parla piano al telefono, è seduto a bordo dell’aereo diretto a Cagliari, hanno appena detto che fra poco si parte. “Speriamo”, sussurra. Già, perché l’attesa va avanti da circa un’ora e mezzo. Un paio di ore prima l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana è stato molto rassicurante, ha detto che quello accaduto a Fiumicino è stato “un evento catastrofico eccezionale che è stato gestito, dal punto di vista tecnico, dalle autorità preposte”. E poi: “Mi rendo conto dell’estremo disagio che hanno patito i sardi e chi partiva per la Sardegna. Ma da stamattina (ieri mattina ndr) il traffico è di nuovo regolare”. Non esattamente, se l’aereo che deve riportarlo a Cagliari, partenza prevista alle 14.45, è ancora sulla pista di Fiumicino. L’assessore però, non è un tipo che perde la calma. «Dopo l’incendio di mercoledì – racconta – ieri ci sono stati tre black out, i sistemi informatici sono andati in tilt per ben tre volte. Questo ha ovviamente provocato ritardi nelle partenze. In aeroporto c’è tanta gente che aspetta, anche molti sardi si. Ma anche persone dirette a Bruxelles, o in Germania, o in tante altre località del mondo. Non partono i voli per la nostra isola esattamente come quelli per molte altre destinazioni. Il disagio è pesante per tutti. Proprio per questo – prosegue l’esponente della giunta Pigliaru – mi lascia perplesso chi dice che dovremmo pretendere una corsia preferenziale per i voli destinati alla Sardegna. Condivido il senso della proposta ma è difficilmente attuabile: gli aerei si muovono sulla base di precise regole e precisi incastri, gli slot, quale aereo parte per primo e per quale destinazione non lo decide né l’aeroporto né la compagnia aerea. Bisogna infatti valutare – aggiunge l’assessore Deiana – la disponibilità dello slot di partenza e di arrivo. È una situazione complessa, in cui i voli per la Sardegna non possono avere la priorità».

Le polemiche. L’assessore Deiana fa il punto sulla giornata terribile vissuta dai passeggeri nello scalo di Fiumicino e, a cascata, anche in quello di Linate (Milano). «Il traffico aereo è stato ripristinato con molta lentezza anche perché mi risulta che a fronte dei 65 movimenti all’ora ordinari, il traffico sia ripreso con soli 15 movimenti». Quindi ci sono volute diverse ore per recuperare l’enorme ritardo accumulato. L’aereo proveniente da Fiumicino, atterraggio previsto alle 10.25, è atterrato a Cagliari soltanto alle 13.05. Poca roba, rispetto alle cinque ore di ritardo della notte prima.

Niente posti per i sardi. Stefano Nieddi, uno studente di Alghero vittima dei ritardi, rientrerà nell’isola solo il 4 agosto: non ha trovato un posto libero prima di quella data sui voli diretti tra Linate e Alghero. Una verifica rapida e arriva la conferma: la prima settimana di agosto è impossibile partire, tutto pieno. Sardi in trappola? Neanche per sogno, dice l’assessore Deiana. Rassicurante anche in questo caso. «Abbiamo potenziato i voli, per i sardi ci sono 185mila posti in più durante la stagione. Sono numeri importanti, grazie ai quali siamo fiduciosi sul fatto che nessuno resterà a terra». Al passeggero di Alghero bloccato a Milano: «Prenda un altro volo, faccia scalo altrove, scelga un’altra compagnia oppure vada in aeroporto. Sono certo che un posto prima del 4 agosto alla fine lo troverà, perché c’è una quota di passeggeri che rinuncia». Ancora: «È normale che in questo periodo ci siano difficoltà, il traffico da e verso l’isola è intensissimo. E può capitare di non trovare posto». Alle 16,30 la chiacchierata finisce. «Devo riattaccare – dice l’assessore – ci hanno comunicato che stiamo per partire». L’aereo lascia Fiumicino e atterra a Cagliari 45 minuti dopo, alle 17.15. All’assessore è andata bene, il ritardo è “solo” di un’ora e tre quarti. Nulla, rispetto alla giornata da incubo vissuta da centinaia di sardi 24 ore prima.

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