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Sardi prigionieri negli scali i racconti dei protagonisti

Sardi prigionieri negli scali i racconti dei protagonisti

Voli cancellati a Roma e a Milano, in attesa per ore anziani e bimbi molto piccoli La beffa di Stefano e Micaela: non c’è posto, rientreranno ad Alghero il 4 agosto

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SASSARI. Sono tornati a casa alle 4 del mattino, stanchissimi e affamati. Quando all’1 di notte hanno chiesto qualcosa da mangiare, un uomo in divisa ha risposto così: “Prego, servitevi pure ai distributori automatici”. A quel punto un passeggero anziano non ci ha visto più ed è iniziata la pioggia di insulti. Anche alcuni papà di bimbi piccoli, in vacanza con la famiglia, hanno sollevato i toni. Da ore stavano parcheggiati in aeroporto, a Linate, in attesa dell’aereo che avrebbe dovuto riportarli a casa. L’incendio prima e i black out dopo, che hanno paralizzato l’aeroporto di Fiumicino, hanno avuto un effetto a cascata anche su altri scali. Tantissimi i sardi bloccati, molti sono riusciti a rientrare nell’isola solo ieri sera. Alcuni, invece, non sono ancora tornati a casa. Sugli aerei, voli diretti, non c’é posto e di quelli che fanno scalo “di questi tempi è meglio non fidarsi”: per questo Stefano e la fidanzata rientreranno da Milano ad Alghero soltanto la sera del 4 agosto.

Il caos. I voli cancellati per la Sardegna sono stati quattro, il primo alle 18, sino alle 2 del mattino tutti a terra. Ma l’attesa è proseguita, perché solo una parte dei passeggeri, quando ormai era notte fonda, è salita sull’aereo in partenza. Tante altre persone, invece, hanno bivaccato in aeroporto a Roma. Una parte di passeggeri diretti in Sardegna è arrivata da Milano: dopo avere atteso a Linate inutilmente il proprio volo, sono stati spediti a Fiumicino. Dove ieri pomeriggio le file erano ancora lunghe. Con i viaggiatori infuriati dopo la notte insonne, la fatica, la fame e il trattamento pessimo ricevuto. Le richieste di risarcimenti stanno per partire.

I racconti. Stefano Nieddu, 20 anni, e la fidanzata Micaela, 19, di Brescia, mercoledì sera si sono presentati puntuali all’aeroporto di Linate. Il loro volo Alitalia per Alghero sarebbe dovuto partire alle 21.05. Circa mezzora prima, due ore dopo l’incendio scoppiato a Fiumicino, l’annuncio del ritardo: «Ci hanno comunicato che l’aereo sarebbe partito alle 22.45 – racconta Stefano –. Vabbè, ci siamo detti, aspetteremo. Poi il nuovo avviso: si parte alle 23.45. Anzi no: alle 23 ecco la novità: decollo previsto a mezzanotte e 20, perché è necessario attendere l’equipaggio che arriva da Roma». Dopo avere cambiato tre gate, quando la protesta inizia a montare, ecco che stewart e hostess si materializzano. Ma contemporaneamente – quando è passata da poco la mezzanotte – ecco che sul tabellone appare la scritta che nessuno vorrebbe vedere: «C’era scritto “il volo 1566 diretto ad Alghero è stato cancellato”. Panico. La gente è esplosa. Soprattutto chi aveva bambini. Verso l’una di notte, dopo che un uomo in divisa ci aveva detto di prenotare un nuovo volo, qualcuno ha chiesto acqua e cibo. Niente da fare, “ci sono i distributori” è stata la risposta”. Poi qualcuno ha prospettato due possibili soluzioni – continua Stefano – : partire per Cagliari e da lì prendere il bus per Alghero oppure andare a Roma. Sull’aereo per Cagliari però c’erano solo due posti. E chi ha deciso di andare a Fiumicino ha dovuto aspettare sino al pomeriggio successivo».

La beffa. Stefano e la fidanzata Micaela hanno invece trovato due posti sul diretto Linate-Cagliari. Piccolo particolare: l’aereo partirà la sera del 4 agosto, prima di quella data non c’è posto. Doppia beffa, per un finale di vacanza “indimenticabile”

(silvia sanna)

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