La Nuova Sardegna

Marcia indietro dei giudici rientrano i quattro esclusi

di Umberto Aime

Colpo di scena: il Consiglio di Stato sospende l’efficacia della sua sentenza Confermati Arbau, Fenu, Sale e Azara, giudizio nel merito il 26 agosto

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CAGLIARI. Il colpo di cannone era atteso ed è arrivato clamoroso: nessun «cambio volante», in Consiglio regionale». Martedì non ci sarà il giuramento dei quattro onorevoli scelti a tavolino dal Consiglio di Stato e in aula ritornerà chi è stato eletto nel 2014. A fare e disfare il mondo sono stati, ancora una volta, i giudici amministrativi di secondo grado. Con un decreto presidenziale, hanno sospeso l’efficacia della loro sentenza del 21 luglio, è quella del ribaltone, e ristabilito lo status quo. Per essere ancora più immediati: Efisio Arbau (La Base), Michele Azara (Idv), Gavino Sale (Irs) e Modesto Fenu (Movimento Zona franca) resteranno al loro posto, non saranno sostituiti da Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia (Upc), Gianfranco Congiu (Partito dei sardi) e Gianni Lampis (Fratelli d’Italia). Il tutto è paradossale, però ormai dall’Aula di via Roma si entra e si esce con una facilità che sconcerta, o peggio ancora fa sorridere seppure a denti stretti.

Il ricorso. È stato il consigliere delegato Doris Durante ad accogliere il ricorso presentato tre giorni dagli esclusi dell’ultim’ora (Arbau, Azara e Fenu) contro la sentenza emessa dai suoi colleghi del quinto collegio, che avevano rimesso in discussione il risultato delle elezioni regionali dell’anno scorso. È secca la motivazione del secondo provvedimento choc in meno di dieci giorni: «L’esecuzione del provvedimento in oggetto provocherebbe un pregiudizio grave e irreparabile per i ricorrenti». In altre parole, Arbau e gli altri tre consiglieri (in più c’è Gavino Sale) sarebbero stati espulsi dall’Aula prima delle decisione definitiva, spetta alla Cassazione, sul pasticcio del risultato elettorale. Accolta le tesi degli avvocati Benedetto Ballero e Angelo Clarizia, lo stesso consigliere delegato ha disposto anche: «Sul ricorso contro la sentenza della quinta sezione ci sarà comunque un giudizio nel merito». La camera di consiglio sarà il 26 agosto e quel giorno potrebbe accadere ancora di tutto. Ad esempio la conferma della sospensiva fino alla decisione della Cassazione, ci vorranno dai due ai quattro mesi, oppure che la stessa sospensiva sia revocata. A quel punto ritornerebbero in sella i quattro consiglieri eletti a tavolino dal Consiglio di Stato: Zanchetta, Gaia, Congia e Lampis.

Gli effetti. La contromossa della giustizia amministrativa ha sorpreso tutti e costretto il Consiglio regionale a una precipitosa marcia indietro. La convocazione per martedì dei quattro nuovi consiglieri è stata annullata subito dal presidente Gianfranco Ganau. Nello stesso momento è decaduta anche la decisione (frettolosa?) della giunta delle elezioni che aveva defenestrato Arbau e gli altri tre. Tra l’altro proprio ieri Gavino Sale aveva inviato, con l’avvocato Giuseppe Andreozzi, una lettera in cui diffidava il Consiglio regionale «a dare corso alla sentenza del 21 luglio», con l’ipotesi di un possibile abuso d’ufficio per aver individuato il quarto consigliere subentrante, dimenticato invece dai giudici amministrativi d’appello.

Le reazioni. Diplomatica quella di Arbau, il vincitore: «Le sentenze non si commentano. Del verdetto si deve prendere atto in silenzio per poi proseguire nella battaglia giudiziaria». Molto più politico quello del presidente Ganau: «L'accoglimento della richiesta di sospensiva conferma tutti i dubbi sinora sollevati sulla sentenza del 21 luglio, difficilmente comprensibile ed incompleta». Si potrebbe addirittura aggiungere che il Consiglio di Stato se l’è rimangiata, o per essere più buoni l’ha congelata, almeno fino al 26 agosto.

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