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l’iter è complesso, in autunno al via la raccolta di firme

Referendum sulle servitù militari, percorso a ostacoli

Referendum sulle servitù militari, percorso a ostacoli

SASSARI. Si prospetta un percorso a ostacoli per il referendum consultivo sulla presenza delle servitù militari. Annunciata il 7 luglio scorso dalle associazioni che si battono contro le basi e...

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SASSARI. Si prospetta un percorso a ostacoli per il referendum consultivo sulla presenza delle servitù militari. Annunciata il 7 luglio scorso dalle associazioni che si battono contro le basi e poligoni isolani, la consultazione deve superare diversi sbarramenti di carattere tecnico e giuridico prima di arrivare alla prova del voto. Una materia delicata di cui si stanno occupando l’avvocato Adriano Sollai assieme all’ex magistrato Alberto Rilla, incaricati dal comitato promotore, di elaborare un quesito in grado di superare tutti gli sbarramenti. La raccolta delle 10mila firma necessarie comincerà in autunno. Il referendum consultivo è previsto dallo Statuto Speciale e disciplinato dalla legge regionale 20/1957 che ne prevede l’uso per «esprimere parere su questioni di particolare interesse sia regionale che locale». Dopo aver raccolto le firme i promotori devono sottoporre il quesito all’Ufficio regionale del referendum al quale spetta la preliminare verifica di ammissibilità. Se ottiene il via libera, lo stesso passa alla valutazione della Corte costituzionale il cui lascia passare è indispensabile per arrivare al voto. Superati tutti gli sbarramenti preliminari, c’è, infine, l’incognita quorum: per essere valido, il referendum deve richiamare almeno un terzo degli aventi diritto. Infine, anche in caso positivo, l’esito non è vincolante perchè non obbliga nè il legislatore regionale nè quello statale all’adozione di alcun provvedimento. Ma è innegabile che il parere dei sardi sul tema caldo delle servitù, sarebbe di grande impatto politico. Questa la cornice della partita referendaria che verrà giocata tutta attorno al nodo della Difesa. Perchè, stando a diversi orientamenti, la materia su cui il comitato promotore vuole chiedere il parere dei cittadini, appunto la Difesa, resta di esclusiva competenza statale.

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