Terzitta: «Disinformati su tutto»
Il primo cittadino di Valledoria rilancia l’appello per un maggiore coordinamento
VALLEDORIA. «Continuiamo a non venire informati: io ignoro persino le date delle eventuali partenze di esuli trasferiti qui da noi nelle scorse settimane». Dispiaciuto ma tutt'altro che disponibile ad arrendersi, il sindaco di Valledoria conferma di aver raccolto «documentazione da inviare alla Procura di Sassari sui criteri di gestione dell'emergenza». Vuole vederci chiaro, Tore Terzitta. E puntualizza: «Mi chiedo perché nel Nord Sardegna non si stabiliscano le stesse quote e i coefficienti territoriali fissati dalla prefettura di Cagliari per il Sud». Il riferimento ai "tetti" legati alla densità demografica delle comunità: massimo 100 profughi nelle città con più di 20mila abitanti, 60 tra i 20 e i 10mila, 40 nei paesi più piccoli. «Nessuno ci coinvolge nella politica dei flussi né nelle strategie complessive _ denuncia ancora il sindaco _ Nell'assemblea Anci ad Abbasanta era stato assunto l'impegno di maggiore coordinamento. Vedo però che tutto prosegue all'insegna della provvisorietà». «Da mesi i prefetti gestiscono tutto con piglio ottocentesco e manca una politica condivisa _ è la sua conclusione _ Io invece resto convinto che profughi vecchi e nuovi dovrebbero essere distribuiti in maniera razionale nell'intero territorio dell'isola con un'organizzazione efficiente. Nel frattempo mi chiedo: e se si verificasse un problema di carattere sanitario, chi dovrebbe essere informato innanzitutto se non il sindaco? Ma se non veniamo mai messi a conoscenza di niente, in che modo un domani potremo operare e adottare le contromisure?». (pgp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
