Assegnazione dei seggi in bilico l’incertezza sarà fino a dicembre
Il 26 agosto il Consiglio di Stato entrerà nel merito del ricorso presentato dai quattro ex esautorati Però a dire l’ultima parola sarà la Cassazione e quella sentenza è annunciata fra due-quattro mesi
CAGLIARI. Incertezza e molto altro fino al 26 agosto, poi il pallino del Consiglio regionale ritornerà nella mani dei giudici e potrebbero essere nuovi dolori o nuovi piaceri. Non saranno venti giorni semplici, al netto delle feste comandate, quelli che aspettano l’Aula di via Roma. Saranno vissuti, prima e dopo Ferragosto, nell’incertezza appunto, perché nessuno sa ancora come andrà a finire. Ecco i possibili scenari.
Domani al lavoro. Il Consiglio ritornerà a riunirsi domani con un ordine del giorno fitto e diluito fino a giovedì mattina. All’appello risponderanno presenti gli ex esautorati Efisio Arbau (La Base), Gavino Sale (Irs), Michele Azara (Idv) e Modesto Fenu (Movimento Zona franca). Assenti i quattro promossi a tavolino Pierfranco Zanchetta (Upc), AntonioGaia (Upc), Gianfranco Congiu (Partito dei sardi) e Gianni Lampis (Fratelli d’Italia), rimandati a casa pochi giorni fa quando ormai erano pronti per il rito del giuramento. Le sedute da domani in poi saranno comunque valide: il bi-fronte Consiglio di Stato ha scritto in sentenza che l’elezione dell’anno scorso è valida almeno fino al 26 agosto. Poi si vedrà.
Dopo il 26. Con l’Assemblea in ferie da una decina di giorni, il rompete le righe verrà dato al più tardi mercoledì 12 agosto, saranno ancora una volta i giudici del Consiglio di Stato a decidere il futuro dell’Aula. Per quel giorno, mercoledì 26 agosto, è attesa la sentenza – sarà una decisione nel merito – sul ricorso presentato da Arbau, Fenu e Azara contro la loro cacciata dal Consiglio a favore di Zanchetta, Gaia, Congiu e Lampis. Ebbene, quella mattina il Consiglio di Stato avrà due strade davanti da poter percorrere. La prima: conferma la sospensiva, che di fatto ha congelato il ribaltone del 21 luglio, e ribadisce che fino alla sentenza della Cassazione (dove hanno ricorso sempre Arbau e gli altri ex esautorati) tutto resti com’è ora senza neanche un ingresso dell’ultim’ora. Se così fosse, l’incertezza nell’Aula durerebbe ancora dai due ai quattro mesi – è questo il tempo da mettere nel conto quando a pronunciarsi sono i giudici di terzo grado – e quindi solo a settembre o alla vigilia di Natale si saprà una volta per tutte chi ha ragione o torto nell’assegnazione dei quattro seggi. Ma va detto che se la scelta fosse questa, fino ad allora il Consiglio regionale sarebbe comunque nel pieno dei poteri e ogni suo voto non potrebbe essere impugnato da chicchessia. La seconda strada che ha a disposizione, sempre mercoledì 26 agosto, il Consiglio di Stato è invece ritenere buona la sentenza del 21 luglio e a quel punto alla ripresa, nei primi giorni di settembre, Zanchetta, Gaia, Congiu e Lampis dovranno essere riconvocati in Aula per il giuramento, ma la loro posizione rimarrebbe in bilico fino alla sentenza della Cassazione. Comunque anche con i quattro nuovi fra i banchi il Consiglio regionale sarebbe legittimato a lavorare, perché «garantito» da un verdetto del Consiglio di Stato.
Nel frattempo. Potrebbe accadere davvero di tutto da qui al 26 agosto e da settembre in poi. Perché nell’attesa delle due sentenze, quella del Consiglio di Stato e quella della Cassazione, saranno presentati di certo una valanga di ricorsi da parte degli esclusi dal primo conteggio del 2014 e anche dal ribaltone del 21 luglio. Se così fosse, l’incertezza diventerebbe davvero totale e il Consiglio di via Roma finirebbe per essere una bolgia. (ua)
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