Meteo, sulla Sardegna più di 13mila fulmini dall'inizio dell'anno
Il dato è fornito dalla rete di rilevamento che monitora ogni singolo fulmine, 24 ore su 24 tutto l’anno, ed è composta da 16 sensori situati sul territorio nazionale
SASSARI. Provate a indovinare quanti fulmini sono caduti sulla Sardegna dall'inizio dell'anno? Sono stati ben 13.160 fulmini. Il dato è fornito dalla rete di rilevamento fulmini italiana elaborata e di proprietà di CESI, detta SIRF-Sistema Italiano Rilevamento Fulmini, che fa parte della rete pan-europea EUCLID. Monitora ogni singolo fulmine, 24 ore su 24 tutto l’anno, ed è composta da 16 sensori situati sul territorio nazionale.
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Negli ultimi 15 anni, la Regione più colpita è stata la Toscana (808.395 fulmini), seguita da Piemonte (706.665 fulmini) e Lazio (658.815 fulmini).
In Sardegna, negli ultimi 15 anni (2000-2014), sono caduti 350.295 fulmini su una superficie di 24.094 chilometri quadrati. Il mese maggiormente interessato da questo fenomeno in media è settembre seguito da agosto e luglio.
Nell'isola, nei primi sette mesi del 2015, sono stati registrati 13.160 fulmini, rispetto ai 11.080 dello stesso periodo del 2014 (+18,7%). Nel 2015 è stato registrato un picco nel mese di giugno con 5.696 fulmini.
«Il SIRF rappresenta - ha detto Domenico Andreis, Direttore Divisione Engineering & Environment - Ismes, CESI - uno strumento di elevata tecnologia, tutta italiana, che permette di monitorare il nostro territorio e avere a disposizione ogni ora una mappa dei punti di impatto dei fulmini (http://www.fulmini.it/public/info/mappa-fulmini.asp). Registrare con un certo anticipo lo scatenarsi di un temporale e individuarne l’intensità grazie al sistema di rilevamento ideato e ideato da CESI consente di gestire eventuali danni ad apparati e costruzioni e soprattutto salvaguardare le persone da incidenti causati dai fulmini».
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«Collaboriamo attualmente - ha aggiunto Andreis - con la maggior parte delle analoghe reti di rilevamento presenti in Europa: quasi tutti i Paesi del nostro continente, infatti, sono dotati di una rete di sensori equivalenti a quelli di SIRF e i dati registrati sono facilmente integrabili. Questa rete rileva al meglio le cosiddette ’bombe d’acquà su buona parte del territorio europeo e traccia un quadro complessivo della caduta dei fulmini».
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