La Nuova Sardegna

Fondi del gruppo come fossero stipendi

di Mauro Lissia
Fondi del gruppo come fossero stipendi

Nel Pdl chi veniva pagato come presidente di commissione subiva un taglio compensativo sulla quota destinata agli altri

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CAGLIARI. Nel corso della legislatura Cappellacci i consiglieri regionali del Pdl che incassavano un’indennità aggiuntiva come presidenti di commissioni prendevano un assegno sui fondi del gruppo ridotto del trenta per cento, una sorta di taglio compensativo a scanso di malumori interni. Il dato è paradossale: i fondi del consiglio regionale erano destinati all’attività dei gruppi nel loro complesso, che relazione può esistere tra la busta-paga del singolo onorevole e la dotazione finanziaria del gruppo Pdl? Eppure la regola era quella: equilibrare gli incassi, da qualsiasi fonte arrivassero, perché nessuno potesse recriminare.

Le cifre. Le cifre sono queste: nel 2009, primo anno della quattordicesima legislatura, ogni consigliere regionale del Pdl ha ricevuto sul proprio conto corrente 22500 euro per nove mesi di attività - circa 2500 euro al mese - una buona parte del milione e 128 mila euro che la presidenza dell’assemblea aveva assegnato al gruppo del centrodestra, formato in partenza da 31 onorevoli. La circostanza del compenso, finora ignota e a dir poco curiosa, salta fuori dall’allegato di una relazione di rendiconto firmata dal presidente Mario Diana e dal segretario Mario Stochino consegnata all’ufficio di presidenza, che sembra confermare l’impostazione accusatoria della Procura nei vari procedimenti per i fondi ai gruppi. Il dato è questo: la cifra complessiva è stata suddivisa in quote uguali tra tutti i consiglieri tranne quelli che presiedevano una commissione consiliare. Per loro, i presidenti, un taglio di 7500 euro.

Il compenso. La ragione? Come dire: chi prendeva di meno in busta paga aveva diritto a un compenso maggiore fuori busta, 2500 euro al mese invece che i 1500 di cui, almeno nel 2009, si sono accontentati Salvatore Amadu, Mariano Contu, Silvestro Ladu, Nicolò Rassu e Matteo Sanna. Ma è qui che sorge la domanda: se la gran parte del milione e 128 mila euro versato sul conto del Banco di Sassari intestato al Pdl doveva servire per l’attività politico-istituzionale del gruppo consiliare, perché suddividere tra gli onorevoli la gran parte dell’importo complessivo - 615 mila euro, a fronte dei 513 mila per il personale e le altre spese - versando il denaro sui conti correnti personali? Ma soprattutto: perché la differenza tra chi aveva gli incarichi e chi no, visto che non si trattava di un’indennità ma di un rimborso a copertura delle spese sostenute dal gruppo?

I processi. A questa domanda dovrà seguire una risposta nel corso dei processi. Per ora la sola certezza è che, volenti o nolenti, nel 2009 tutti i consiglieri regionali del Pdl hanno incassato la loro quota di fondi. Diversa - e non necessariamente illegale - è stata invece la destinazione delle somme, mentre la tabella elaborata dal segretario del gruppo Alessandro Pusceddu, il cui computer sembra non sia stato trovato dalla Polizia giudiziaria, dimostra la differente capacità di spesa tra gli onorevoli del centrodestra, nel periodo marzo-dicembre 2009. Alcuni infatti hanno speso più di quanto gli era stato assegnato.

I risparmi. Qualche esempio: Rosanna Floris ha sforato di 11650 euro, Matteo Sanna di 9786, Antonello Peru di 5760, Mariano Contu di 4596, Onorio Petrini di 4488. Altri hanno "risparmiato" qualcosa, altri ancora hanno speso poco o nulla: Gianvito Campus si è accontentato di 1320 euro, Vittorio Renato Lai di 1241, Gabriella Greco ha speso solo 377 euro. Nel complesso, a leggere il rendiconto generale, sono rimasti in cassa 157.351 euro del gruppo e 62.249 dei consiglieri, con un avanzo totale di 219.601 euro. Curioso osservare che le voci gruppo e consiglieri, anche nel conto dell’avanzo finale 2009, sono separate. Come dire che i 22.500 euro assegnati individualmente ai consiglieri non erano altro che una prebenda aggiuntiva, esente da tasse e conosciuta nelle cifre solo dall’ufficio di presidenza.

Le spese future. Ma le curiosità non finiscono qui. Spigolando nel riepilogo delle spese sostenute dal gruppo Pdl si scopre che alla voce “rimborso spese ai componenti del gruppo” risultano 141.078 euro riferiti ad “attività da svolgere per conto del gruppo” e non ad attività svolta. Il perché è questo: chi non spendeva tutti i soldi assegnati, li perdeva. Da qui l’esigenza di farsi pagare anche l’attività programmata, naturalmente in base a previsioni tutte da verificare. L’ultimo dato riguarda l’avanzo dell’esercizio precedente maturato dall’ex gruppo di Forza Italia: 118 euro e 76 centesimi. Si erano spesi tutto.

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