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Ville, residence e maxi-yacht: via al riuso in chiave sociale

SASSARI. Ville, appartamenti, residence, panfili, yacht: tra beni immobili e mobili c'è un campionario molto vasto, variegato, ricchissimo e di grande valore commerciale nel patrimonio messo sotto...

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SASSARI. Ville, appartamenti, residence, panfili, yacht: tra beni immobili e mobili c'è un campionario molto vasto, variegato, ricchissimo e di grande valore commerciale nel patrimonio messo sotto sequestro oppure confiscato dalla magistratura in Sardegna. Una sessantina i beni sottratti in passato alle cosche e alle associazioni di stampo mafioso. Beni riutilizzati poi in chiave sociale dopo la consegna ai Comuni oppure a onlus, organizzazioni di volontariato e altri sodalizi. Molte le destinazioni d'uso. Si va da aziende agricole assegnate a cooperative sino all'impiego delle imbarcazioni - in passato magari simboli di stato dei trafficanti o adibite al trasporto di stupefacenti - adesso impiegate da associazioni e destinate a gite per studenti, disabili e anziani.

Nella battaglia contro le cosche, anche in Sardegna, forze di sicurezza, apparati d'intelligence e tanti esponenti politici regionali che temono shopping con denaro sporco sulle coste formano un fronte unito, compatto. Così la vigilanza è stata intensificata dopo gli ultimi allarmi sui sardi affiliati alla 'Ndrangheta o contattati dalla Camorra, su scorrerie nel settore delle energie rinnovabili in agricoltura e allarmi lanciati da alti magistrati in campo contro le mafie. «Mafie, appunto: declinato al plurale - sottolineano gli esperti - Perché ormai non si parla solo di Cosa nostra o dei Casalesi: all'elenco delle organizzazioni più agguerrite si sono da tempo aggiunte - oltre ai dominanti clan calabresi - gang russe, georgiane, balcaniche, cinesi»

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