Alla Notte dei Poeti c’è Jazz (R)evolution
Ad Alghero appuntamento domani sera a Lo Quarter Sul palco Antonello Salis, Baba Sissoko e Don Moye
ALGHERO. “La Notte dei Poeti” si tinge di jazz, domani alle 21,30 a Lo Quarter, con il concerto «Jazz (R)evolution», progetto speciale che vede assieme sul palcoscenico tre fior di musicisti e improvvisatori di razza come Baba Sissoko, Antonello Salis e Famoudou Don Moye. Cioè tre stelle di prima grandezza della musica afroamericana.
A cominciare dal suo più illustre personaggio. Cioè il batterista e percussionista Famoudou Don Moye, nativo di Rochester, classe 1946, protagonista di una delle stagioni più prolifiche e interessanti del jazz contemporaneo. Don Moyè infatti è, nel 1970 tra i componenti del leggendario Art Ensemble of Chicago, gruppo che ha segnato in modo profondo trent'anni di storia della musica neroamericana, che solo le morti di Lester Bowie prima (1999), e di Malachi Favors poi (2004), hanno interrotto.
A questa storica formazione s'è affiancato più volte negli ultimi anni anche il maliano Baba Sissoko, classe 1963, griot e polistrumentista, che crede fermamente nella fusione fra musica etnica e jazz, impegnato da tempo nella diffusione della tradizione musicale del suo paese nel mondo.
Nell'Art Ensemble del "dopo-Bowie" Sissoko ha avuto modo di mescolare l'Amadran (musica che secondo molti ricercatori è all'origine del blues) con il jazz e le musiche popolari afroamericane, tentativo che ha avuto il suo apice in due dischi, "Bamako Chicago Express" (2002) e "Reunion", dell'anno successivo.
Moye e Sissoko dividono questo progetto con il pianista e fisarmonicista sardo Antonello Salis, uno dei protagonisti storici del jazz italiano, improvvisatore vulcanico ed incontenibile. Unoi dei formatori del mitico gruppo di jazz rock dei Cadmo, si è appassionato immediatamente della musica free. Don Moye è tra i musicisti americani che hanno compiuto il viaggio di "ritorno alle origini", approfondendo la conoscenza della musica tradizionale africana. Da parte sua il più giovane Baba Sissoko ha unito la tradizione dei griot maliani alle musiche nere occidentali. In mezzo a questi due artisti la presenza di Antonello Salis non appare affatto casuale, dal momento che il musicista sardo è per molti versi il più "fisico" ed "africano" dei jazzisti italiani, e sa districarsi con grande creatività fra i sentieri dell'improvvisazione. Il nome dato a questo nuovo trio, «Jazz (R)evolution», è in tal senso quanto mai appropriato.
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