Finisce l’odissea della Kenza, la nave riparte dopo 2 anni
CAGLIARI. Si è risolta dopo oltre due anni la vicenda della nave «Kenza», mercantile battente bandiera marocchina rimasto ormeggiato nel porto di Cagliari dal 5 maggio 2013 dopo che i 15 marinai l’ave...
CAGLIARI. Si è risolta dopo oltre due anni la vicenda della nave «Kenza», mercantile battente bandiera marocchina rimasto ormeggiato nel porto di Cagliari dal 5 maggio 2013 dopo che i 15 marinai l’avevano occupato in quanto l’armatore non li pagava dal dicembre 2012.
La nave era stata posta sotto sequestro dal giudice del lavoro su richiesta dei marittimi marocchini, che nel frattempo sono stati assistiti dal «welfare marittimo» gestito dall’Autorità portuale di Cagliari, in particolare dall’associazione Stella Maris, dalla Caritas e da molti privati che hanno assicurato cibo, vestiti e cure mediche. Dissequestrata e rilevata da un nuovo armatore, la Kenza ha lasciato finalmente il porto di Cagliari martedì sera. Il vecchio equipaggio da tempo era riuscito a farsi liquidare le spettanze e a rientrare a casa. Il mercantile ha, quindi, ripreso il mare con altri marinai. L'odissea della Kenza e il dramma dei 15 marinai marocchini ha anche ispirato un film. Si intitola «La nostra quarantena» il nuovo lavoro del regista sardo Peter Marcias incentrato sulle vicende personali degli uomini dell'equipaggio senza stipendio e costretti per mesi a vivere sulla nave con il sostegno di una intera città, Cagliari. A ottobre la pellicola, sarà nelle sale nazionali. Il film, girato tra Roma e Cagliari, mescola attualità e finzione. La storia parte da una ricerca che una docente universitaria interpretata da Francesca Neri, affida ad uno studente, Moisé Curia, Ruggero in Braccialetti rossi: indagare sui fatti legati al mercantile Kenza, ormeggiato a Cagliari.
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