Il Consiglio in giudizio contro la sentenza choc
Lo farà al Consiglio di Stato, che decide sugli onorevoli in bilico, e in Cassazione Via libera alla legge omnibus: soldi al trenino verde e rinnovo dei commissari Asl
CAGLIARI. La stoccata dell’altro giorno, in aula, di uno dei defenestrati, Efisio Arbau, è servita. Da oggi in poi il Consiglio regionale si costituirà sempre in giudizio ogni volta che la legge elettorale, quella con cui i sardi hanno votato nel 2014, finirà nelle aule giudiziarie. Lo farà il 26 agosto al Consiglio di Stato, che quel giorno deciderà quale degli otto onorevoli in bilico ha ragione, e lo farà anche in Cassazione, quando fra qualche mese si saprà se i giudici amministrativi potevano o meno stravolgere l’assegnazione dei seggi. È cominciata così l’ultima seduta del Consiglio prima della pausa estiva. Poi il resto della mattinata è stata occupata dalla discussione su una leggina contenitore in cui è finito davvero di tutto. È stata approvata e non c’era altra possibilità per una maggioranza, quella di centrosinistra, stretta fra troppe scadenze. Prima di tutto dalla necessità di prorogare fino al 31 dicembre gli undici commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere. Poi c’era anche l’urgenza di rifinanziare il Trenino Verde e riempire le casse delle società in house delle ex Province per evitare i licenziamenti prima della fine dell’anno.
Ricorso. A suo tempo la contestata giunta delle elezioni, contestata dagli epurati, aveva sollecitato la presidenza a resistere sempre e comunque nei processi amministrativi in cui, com’è già accaduto, ci sarebbe stata in ballo la legge elettorale del 2014. Ora è ufficiale: il Consiglio regionale sarà sempre in campo per contrastare quelle sentenze «in cui la volontà del legislatore, l’assemblea regionale appunto, è messa in dubbio. L’ha fatto, in queste settimane, il Consiglio di Stato: ha previsto lo sbarramento del quoziente pieno all’interno delle coalizioni, non prevista invece a suo tempo, ed è stata proprio quella correzione volante ad aver provocato l’ultimo caos nei seggi. Giusto per ricordarlo: quattro consiglieri (Efisio Arbau, Michele Azara,Modesto Fenu e Gavino Sale) prima messi alla porta e sostituti da altri quattro (Pierfranco Zanchetta, Antonio Gaia, Gianfranco Congiue e Gianni Lampis) ma alla fine riammessi dallo stesso Consiglio di Stato almeno fino al 26 agosto.
Commissari. A ridosso della seconda scadenza, il centrosinistra è riuscito a metterci una pezza. Gli undici traghettatori delle Asl, del Brotzu e delle Aziende universitarie resteranno in carica fino al 31 dicembre. Nel frattempo, l’assessore alla Salute Luigi Arru presenterà al Consiglio la riforma della sanità e le otto Asl da otto dovrebbero scendere a due o massimo a quattro. Su questo punto la minoranza si è divisa. Da una parte c’è stato il senso di responsabilità dei Riformatori per evitare il caos nella sanità: «Sarebbe stato un danno enorme per i sardi a causa dell’ennesima figuraccia di un disastroso centrosinistra, hanno detto. Dall’altra è stata Forza Italia a sparare a zero: «È una delle tante porcate, oltre al commissariamento non c’è davvero altro», sono state le parole del capogruppo Pietro Pittalis. Il Consiglio ha prorogato anche l’incarico al commissario di Area (l’ex Iacp) Sergio Cocciu.
Il resto della legge. Con un difficile assestamento di bilancio, «i soldi sono quelli che sono», ha detto l’assessore Raffaele Paci, il Consiglio ha finanziato con 3,7 milioni il Trenino Verde, rischiava di scomparire, e altri 3 milioni (dovevano essere 4) serviranno alle società in house delle province di Cagliari e Nuoro, le altre erano già al sicuro grazie al bonus del Governo, per pagare gli stipendi fino a dicembre. Ma l’opposizione ha protestato perché nel salvataggio non ci sono i 350 dipendenti delle società in house dei Comuni. Sempre a proposito di precari, alla ripresa l’Aula dovrebbe mettere invece al sicuro anche quelli dei lavori socialmente utili, che tra l’altro ieri hanno manifestato in Consiglio regionale. Nella leggina volante, è stata prevista anche maggiore flessibilità da parte dei Comuni nell’utilizzo dei finanziamenti della Regione, anche se per oggi è annunciata la levata di scudi dei sindaci per gli ennesimi tagli alla cassa. (ua)
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