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Quartu, il sindaco dimesso detta le condizioni per restare

Stefano Delunas (al centro) nel giorno della sua elezione (foto Mario Rosas)
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Stefano Delunas (al centro) nel giorno della sua elezione (foto Mario Rosas)

Stefano Delunas è disposto a ripensarci solo se il Pd al livello cittadino, provinciale e regionale firma un patto di lealtà

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CAGLIARI. Stefano Delunas formalmente resta fermo sulle sue dimissioni, che ieri sono state attribuite a problemi di natura personale fino allo scoccare delle 21 quando, con un comunicato stampa, il “vecchio” dirigente del Pd ha confermato tutte le supposizioni sulla vera natura dello scontro col suo partito e quindi sulla possibilità che, alla fine, le dimissioni possano rientrare.

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«I miei problemi – esordisce Delunas nella nota, quasi una risposta a distanza alla segreteria cittadina del partito – sono esclusivamente di natura politica. Sono pronto a ritirare le mie dimissioni se si firma un documento condiviso col Pd locale, provinciale e regionale». All'indomani delle dimissioni dalla carica di sindaco di Quartu Sant'Elena, presentate durante il consiglio comunale di martedì, Stefano Delunas spiega: «Come comunicato al segretario regionale del Partito democratico Renato Soru, ho deciso di lasciare la guida dell'amministrazione perché non condivido il fatto che dopo i tanti ramoscelli di ulivo consegnati al Pd locale nelle ultime settimane, e dopo aver teso ancora una volta la mano al partito anche durante la seduta del Consiglio, persiste un atteggiamento di chiusura totale nei miei confronti. Non ritengo accettabile che i vertici locali, in virtù di un poco realistico 'appoggio esterno', possano pensare di tradirmi per i prossimi cinque anni. Ho detto anche stamattina all'europarlamentare Renato Soru che i miei sono problemi esclusivamente politici. E ho ribadito che dovremo risolverli tutti insieme. Possiamo farlo attraverso un accordo scritto - suggerisce Delunas - che delinei esattamente cosa vuole fare il Pd locale per assicurare lealtà al sindaco e risolvere le emergenze della città. Quest'accordo dovrà essere sottoscritto con tutte le firme dei responsabili locali, provinciali e regionali, me compreso, e poi reso noto attraverso un comunicato stampa congiunto. Qualora si arrivasse alla firma di questo documento, esplicitato anche tramite una conferenza stampa alla presenza mia e di Renato Soru, sono pronto a revocare le dimissioni presentate in Consiglio».

Sembra di capire che il nocciolo del problema sia la governabilità del Comune dei prossimi cinque anni.

Impossibile da assicurare se il Pd, partito di maggioranza che ha espresso il sindaco, una volta che il sindaco ha nominato assessori di sua fiducia e non concordati con il partito, si riserva di sostenere la giunta, sì, ma valutando di volta in volta le scelte.

Su questo delicato argomento Michele Piras, segretario del Pd quartese, prima che Delunas diramasse il comunicato, sollecitato al telefono aveva spiegato: «Il sindaco ha nominato la giunta alle 22.30 e il Pd non ne sapeva nulla, a quel punto abbiamo detto: va bene, che la giunta cominci a lavorare, il Pd sarà leale pur non essendo stato coinvolto e voterà ogni singolo atto. Se non ci sono nostri rappresentanti in giunta non possiamo delegare ad altri la nostra rappresentanza. Ci si deve confrontare sugli atti che la giunta adotterà». Dunque? Attorno all’accordo possibile il balletto è cominciato. (a.s.)

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