Sos da Is Aruttas: bloccate i ladri di sabbia
Il direttore dell’Area marina protetta chiede controlli efficaci: «Multe più pesanti per i saccheggiatori»
CABRAS. Un quintale e mezzo. L’ultimo report sui furti di sabbia preoccupa tutti gli amanti di Is Aruttas e del quarzo fossile che la rende una delle spiagge più belle della Sardegna. Se poi si aggiunge che l’incredibile quantità è il frutto dei sequestri degli addetti alla sicurezza nel solo bagaglio a mano transitato dall’aeroporto di Elmas, per giunta tra giugno e luglio, il fenomeno assume contorni che hanno il sapore amaro del disastro ambientale. Chi controlla i turisti che viaggiano in nave? Chi vigila sui bagagli che vengono imbarcati nelle stive degli aerei? Chi sorveglia le spiagge? La risposta è semplice: nessuno. Perlomeno non in maniera così accurata da scovare ogni bottiglia piena di sabbia. C’è qualcuno che ci prova, questo si. Tra questi, l’Area marina protetta del Sinis: «Abbiamo provato a coinvolgere gli operatori turistici del territorio in un progetto specifico – spiega Giorgio Massaro, direttore della riserva ambientale – Nei giorni scorsi ci sono stati stata consegnati una bottiglietta e un sacchetto di conchiglie proprio da un operatore turistico, segno che qualcosa inizia a muoversi». Nel frattempo, però, il quarzo fossile del Sinis rischia di volare via: «Dovremo ripensare la campagna informativa che tutela le spiagge», aggiunge Massaro. «Amico non portarmi via» è uno slogan che ha fatto il suo tempo, per scoraggiare quelli che evidentemente non sono amici serve qualcosa di più diretto. Una comunicazione che metta in risalto le sanzioni destinate a chi ruba e che ricordi a tutti che il furto della sabbia è un reato penale, oltre che un comportamento disdicevole. Inoltre, sarebbe necessario aumentare i controlli: «Lo chiediamo ogni anno alle forze dell’ordine e non ci limitiamo all’estate, purtroppo la sabbia di quarzo sparisce anche durante l’invero o nelle mezze stagioni», continua Massaro che evidentemente non si riferisce al fenomeno dell’erosione causata dal mare. I più grandi nemici delle spiagge della Sardegna sono gli uomini che le frequentano senza capire che la sabbia in cui affondano gli ombrelloni non è eterna. Dall’Area marina arrivano così altre due richieste: «Rendere più pesanti le multe, che ora partono da 250 euro e arrivano al massimo a 2.500, e azzerare la tolleranza. Chi ruba la sabbia deve essere ricevere sanzioni salatissime e multato senza esitazioni», conclude il direttore dell’Area marina protetta. Una mano d’aiuto dovrebbe arrivare dalla Regione e da una comunicazione d’impatto negli aeroporti.
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di Sardegna Rubata e Depredata
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