Da Zucca a De Feo oggi a “Life after oil”
Nella seconda giornata del festival in corso a Martis “Ogni cosa al suo posto”, il nuovo corto del regista oristanese
MARTIS. La seconda giornata di “Life after oil”, il festival cinematografico di tematica ambientale diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, inizia oggi con un’iniziativa organizzata dalla Fondazione Sardegna Film Commission sul Trenino verde Arst, nella tratta Martis-Tempio, con visita alla stazione di Tempio affrescata da Giuseppe Biasi e al museo delle locomotive a vapore. Durante il viaggio (si parte alle 9,30) la squadra della Film Commission illustrerà ai registi ospiti del festival e agli altri partecipanti l'idea alla base del progetto “Heroes 20.20.20”, promosso dalla fondazione. È un bando che prevede la realizzazione di opere audiovisive (per cinema, web o tv) che promuovono l'educazione al risparmio energetico e di prodotti ecosostenibili. Finora sono già stati realizzati 7 lavori, tra cui il cortometraggio “Ogni cosa al suo posto” di Paolo Zucca.
Le proiezioni dei film iniziano alle 21 in Piazza San Giovanni con l'animazione (fuori concorso) “How to destroy the world” di Pete Bishop. Dopo “Ogni cosa a suo posto” di Zucca (fuori concorso) si prosegue con la visione dello sperimentale “Il mio corpo a maggio” della poliedrica Matilde De Feo, dove il corpo femminile, proprio come un albero, germoglia e si ricopre di foglie e fiori. Il filmmaker Nicola Garau presenta invece il cortometraggio, in stile disaster-movie, “Death after oil”, che ha per protagonista la morte, rimasta disoccupata dopo l'estinzione dell'umanità in seguito alla fine dell'oro nero. Il documentario “Hijos de la tierra” di Axel O'Mill e Patxi Uriz, girato tra Spagna, Brasile, Messico, Gran Bretagna e Francia, parla dei cosiddetti "curanderi", che conoscono il potere curativo delle erbe e delle piante medicinali e vivono secondo i ritmi biologici della natura. Dall'Argentina arriva poi la fiaba animata “La piedra del rayo” di Aldana Loiseau e Soledad Fernandez, che si rifà a un’antica leggenda sull'origine – voluta dal dio del fulmine – della Quebrada (burrone) di Huamauaca, nel nord dell'Argentina al confine con la Bolivia. Il film ha girato molto nelle scuole argentine e ha riscosso molto successo tra i bambini, perché trasmette in modo semplice e appassionante il rispetto e l'amore per la natura.
Si prosegue nelle proiezioni con “Pianta criminale” di Marco Fabozzi, che ripercorre le tappe fondamentali del proibizionismo della cannabis in Italia, attraverso interviste a politici e medici, mentre “Ilaria Alpi-l'ultimo viaggio” (fuori concorso), prodotto da Rai e Magnolia, è una docu-fiction di Claudio Canepari e Gabriele Gravagna, che getta nuova luce e ricostruisce con materiali inediti gli ultimi giorni di vita della giornalista assassinata 19 anni fa a Mogadiscio. Seguirà un laboratorio sul reportage di guerra condotto dall'inviato Rai Alberto Calvi, che è stato a lungo cameraman di fiducia di Ilaria Alpi proprio in Somalia.
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