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“Kalend'A Maja”, il teatro diventa rito

“Kalend'A Maja”, il teatro diventa rito

Domani a Santu Lussurgiu lo spettacolo scritto e interpretato da Alessandra Leo

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SANTU LUSSURGIU. Per il festival “Percorsi teatrali” domani alle 22 nel Parco della biblioteca il Teatro del Segno presenta “Kalend'A Maja”, scritto, diretto e interpretato da Alessandra Leo (nella foto). I Fuochi di primavera della tradizione antica e medievale diventano un progetto originale ispirato ai riti in onore della “Dea madre” nelle sue molteplici incarnazioni. Nello spettacolo della Leo miti e memorie ancestrali si sposano a una sensibilità contemporanea, in una miscellanea da cui emerge l'immagine della divinità che custodisce il segreto della fecondità. Nel ricordo delle gare in versi in cui si cimentavano gli artisti per rendere omaggio alla divinità femminile per eccellenza, madre o matrigna, capace di decretare vita e morte della terra e di chi l'abita con le annate buone o cattive, “Kalend'A Maja”, in un gioco di parole che rimanda alla festa di Calendimaggio tuttora celebrata in molte regioni d'Italia propone un nuovo rito di riconciliazione tra uomo e natura attraverso il teatro.

Il poema di Virgilio e i testi di Seneca, con un ritratto dell'artista per eccellenza, Orfeo, uno sciamano capace di incantare gli esseri umani e gli animali con la malìa del canto e della musica s'intrecciano alle atmosfere degli anni Settanta e Ottanta, ma anche al jazz degli anni Trenta, in una personalissima antologia che accosta il tema della rinascita della natura con i riti che l'accompagnano al mistero dell'amore, dall'innamoramento ai tormenti della passione.

«L'amore e il rito – spiega Alessandra Leo – per una riscoperta del sé. Il problema del mondo moderno è che ci ha privati della parte profonda, del subconscio e delle nostre visioni, che venivano espresse e tramandate con i miti e con le leggende. L'arte, e in particolare la recitazione, il canto e la danza, sono fondamentali per la salute mentale della società. Gli esseri umani hanno dato voce alle loro istanze più profonde, ai desideri e ai sogni attraverso l’arte: non possiamo rinunciare alla cultura. È il nostro bene più prezioso, quello che rivela in noi la scintilla divina dell'ispirazione». Sul palco anche Alessandro Muroni (canto, voce recitante, piano e percussioni), Federica Josè Are (canto e contrabbasso) ed Ello Pitti (canto, chitarra e flauto traverso)

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