Abusi edilizi, il gip allontana Antonello Peru da Sorso
Il vicepresidente del consiglio regionale obbligato a trasferirsi per 4 mesi. Indagati 5 dirigenti di Vigili e Ufficio tecnico tra i quali il comandante della polizia municipale di Sorso e Sennori
SORSO. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Grotteria ha vietato ad Antonello Peru di dimorare nel suo paese, Sorso, nei prossimi quattro mesi. L’ordinanza contenente il provvedimento restrittivo è stata notificata sabato dalla Guardia di finanza all’esponente di Forza Italia. Peru, il più votato del centrodestra alle ultime elezioni del 16 febbraio 2014, è vice presidente del Consiglio e fa parte della commissione Urbanistica e Ambiente della Regione.
Il giudice ha anche disposto il sequestro preventivo della casa di Peru: una bella villa a Marritza che è anche l’epicentro del terremoto giudiziario che nel fine settimana ha travolto il capoluogo della Romangia. Sono sei, compreso Peru, gli indagati per concorso in abuso d’ufficio e in abuso edilizio consumati secondo le accuse all’ombra dei lavori per la ristrutturazione della casa bianca dove Peru risiede da pochi mesi. A Sorso sono stati temporaneamente decapitati la polizia municipale e l’Ufficio tecnico comunale.
Il gip ha sospeso per quattro mesi dalle funzioni o dall’esercizio della professione Enrico Cabras, comandante della Polizia intercomunale della Romangia con competenze nei territori di Sorso e di Sennori; Maurizio Loriga, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Sorso; Marco Del Rio, ingegnere dell’Ufficio tecnico e responsabile del servizio Manutenzioni del Comune. Indagati per gli stessi reati Alessandra Piras, architetto, compagna di Antonello Peru e progettista della ristrutturazione della villa; e Angelo Antonio Dedola, titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori.
L’ordinanza è stata notificata dal Nucleo di Polizia tributaria del comando provinciale della Finanza. Le Fiamme gialle stanno eseguendo le indagini delegate dal sostituto procuratore Carlo Scalas, titolare di una inchiesta scattata un anno fa dopo l’esposto di un vicino di Peru. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la vicenda della controversa ristrutturazione. La villa si trova a poche decine di metri dal mare, sul golfo dell’Asinara, in una zona dove la tutela ambientale è massima e i divieti di edificazione sono assoluti. Stando alle ipotesi della Procura, l’opera sarebbe stata eseguita in violazione di leggi e regolamenti. E a questo reato avrebbero concorso i dirigenti del Comune coinvolti nella inchiesta solo di recente. In attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni dell’ordinanza, si può presumere che il giudice, con il divieto di dimora imposto al consigliere regionale e la sospensione dei dirigenti comunali, abbia voluto scongiurare pericoli d’inquinamento probatorio.
Secondo la scarne indiscrezioni trapelate dalla cortina di riserbo che circonda l’inchiesta della magistratura, gli inquirenti ritengono che l’abitazione di Peru sia stata demolita e ricostruita, invece di essere ristrutturata come prevedeva il progetto. La concessione numero 48 del 25 luglio 2013 per la “Ristrutturazione e ampliamento di un fabbricato ai sensi del Piano Casa” autorizzava l’incremento delle volumetrie del 10%, la rimodulazione degli spazi interni, la modifica di alcuni prospetti della struttura, la riqualificazione dal punto di vista energetico. In effetti, la villa è stata dotata di un impianto fotovoltaico da 15kwp. Ma secondo la Procura gli interventi sarebbero stati molto più massicci.
La difesa del vicepresidente del Consiglio regionale sostiene invece che il lavoro sia stato eseguito nello scrupoloso rispetto del progetto autorizzato, oltre che dal Comune di Sorso, dall’Ufficio di tutela del Paesaggio e dalla Soprintendenza ai Beni ambientali.
Peru è assistito dagli avvocati Luigi Esposito e Marco Enrico ed è con i due legali che nei prossimi giorni si presenterà all’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Il magistrato contesterà all’esponente di Fi e agli altri indagati le accuse sulle quali è stata basata la richiesta restrittiva formulata dal pm Scalas. Ipotesi di reato che hanno spinto il giudice a intervenire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
