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l’ex amministratore provinciale

«No a rifornimenti antieconomici»

«No a rifornimenti antieconomici»

Enrico Daga: «Le autobotti? Come i carri per l’acqua dell’antichità»

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SASSARI. «Il metano? C’è una sola strada maestra: la dorsale per il metano sud-nord a “Y” con direttrici Cagliari-Porto Torres-Olbia e ramificazioni in tutti i centri dell’interno». L’ex assessore provinciale alla Programmazione Enrico Daga, membro dell’assemblea regionale Pd e consigliere comunale ad Alghero, dice no ai rifornimenti antieconomici. E non vuole sentire parlare di autobotti per il trasporto del gas: «Equivarebbero a trasportare l’acqua con i carretti come si faceva nell’antichità». I costi della circolazione su mezzi gommati, per lui, sono addirittura da considerarsi proibitivi. «Si devono invece riprendere in mano tutti i progetti dell’ex gasdotto Algeria-Toscana: con gli espropri già programnmati per il Galsi, basta un tubo da 60 centimetri e stazioni di pompaggio disseminate in tutta l’isola – spiega – È per questo che pochi presìdi costieri, lontani dalle zone interne, non vanno bene». «Così come quei cento e più camion al giorno che girano per portare 300-400mila metri cubi in tutta la Sardegna, escluderei l’idea di due soli grandi depositi di gas liquido da 40-50 milioni di euro ciascuno, più spese ingentissime per mantenere le temperature del metano -176 gradi – incalza Daga – Quanto costerebbe a ogni sardo questo tipo di trasporto a metro cubo? Troppo: è evidente. Ecco perché un modello basato sull’autotrazione non sarebbe conviente neppure se provvisorio». Secondo Daga, insomma, non soltanto bisogna far pagare tutte le infrastrutture alla rete nazionale. Ma si deve anche collegare tra loro i 38 bacini ipotizzati. «In realtà la cosa migliore sarebbe quella di prevedere condotte sottomarine con boe di approvvigionamento lontane delle coste e assicurare poi la distribuzione interna attraverso una rete di stazioni per il pompaggio», sostiene in ultima analisi l’esponente del Pd. (pgp)

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