«Qualcuno ha passato la bottiglia a Lorenzo»
Un’amica del giovane morto al “Guendalina” ricostruisce gli ultimi istanti Oggi l’autopsia, spunta anche un video. Si dimette il sindaco di Gallipoli
ROMA. «Un ragazzo tra i 18 e i 24 anni con gli occhiali da sole si è teso verso Lorenzo, invitandolo a bere. L’aveva offerto anche a me, perché io ballavo al suo fianco, ma gli ho fatto di “no” con la testa. Dieci minuti dopo quelle due sorsate, si è sentito male». Sono gli ultimi momenti di vita di Lorenzo Toma, il diciannovenne di Lecce, stroncato da un arresto cardiaco all’alba di domenica all’esterno della discoteca “Guendalina” un locale cult in Salento, a Santa Cesarea Terme. È grazie al racconto della ragazza che è stato possibile ricostruire quei pochi istanti che hanno trasformato in tragedia una notte trascorsa ballando sotto le stelle. I carabinieri di Lecce ora cercano chi ha passato a Lorenzo quella bottiglietta. E spunta pure un video.
È un’altra amica a riprendere con lo smartphone Lorenzo che mentre balla e dice: «Ho caldo, Gloria, che dici mi tolgo la maglietta? Ma se me la tolgo, poi dicono che sono un mazzaro (cafone)». Il video finisce e il giovane si accascia privo di conoscenza. Il seguito è la tragedia che piomba all’alba, tra centinaia di persone fuori dal locale. «Ho visto un buttafuori che prendeva in braccio il ragazzo. Gli amici si agitavano, ma con la calca e la musica non si riusciva a capire bene la gravità – ha raccontato un addetto al bar – quando la musica si è spenta abbiamo sentito le urla di una ragazza che ripeteva “Non ci posso credere, siamo venuti solo per divertirci. Aiuto, aiuto”. È stato straziante».
Gli investigatori hanno sequestrato altri video girati da ragazzi all’alba sia dentro che all’esterno del “Guendalina”. Ascoltati sia il personale in servizio al bar, che i buttafuori. Sarà l’autopsia prevista oggi a chiarire cosa ha ingerito il diciannovenne, ma su un punto gli amici sono concordi: «Se in quella bottiglietta c’era droga, Lorenzo non lo sapeva».
Qualcuno dunque può avergli fatto assumere stupefacenti sciolti nell’acqua, come accaduto a Lamberto Lucaccioni al “Cocoricò” di Riccione? È una delle ipotesi. Per la procura che ha aperto un’inchiesta, c’è anche la possibilità che possa aver avuto una congestione. Anche se l’amica ha riferito che la bottiglietta «non sembrava ghiacciata».
Al momento nessuna sanzione è stata prevista per il “Guendalina”. Si aspettano gli esiti dell’autopsia. Il prefetto di Lecce ha disposto che vengano effettuati accertamenti nella discoteca sul piano amministrativo e che riguardano autorizzazioni, licenze, rispetto di orari di chiusura e capienza. Ma un giro di vite sui luoghi della movida è stato deciso direttamente dal Viminale. Ieri il ministro dell’Interno Alfano ha inviato una direttiva a questori e prefetti per rafforzare la prevenzione soprattutto nelle ore notturne. Epilogo con presentazione di dimissioni da parte dei sindaco di Gallipoli, Francesco Errico dopo il suo tweet scioccante contro le famiglie dei giovani che muoiono in discoteca: «Se non sai educare, non procreare». Prima le scuse, poi le dimissioni.
Intanto oggi alle 17,30 verranno celebrati i funerali di Lorenzo che gli amici hanno voluto ricordare raccogliendo pensieri e fotografie su un profilo Facebook a lui dedicato. Aveva appena sostenuto la maturità e voleva iscriversi alla facoltà di Ingegneria a Milano. Nelle foto, la gita scolastica a Praga, le giornata al mare con gli amici e con la fidanzata, le foto fuori la scuola prima della prova orale. La serata al “Guendalina” era un anticipo delle vacanze. Nessuno dei suoi amici ha più voglia di partire. Vogliono solo sapere cosa ha ucciso Lorenzo.
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