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La Regione rottama oltre 300 leggi inutili

La Regione rottama oltre 300 leggi inutili

Vengono cancellati i due terzi di tutte le norme approvate tra il 1949 e il 1969. Il governatore: primo passo verso una semplificazione e una maggiore efficienza

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CAGLIARI. La Regione si fa snella e rottama 300 leggi, i due terzi di tutte quelle emanate dal 1949 al 1969. Una giungla legislativa che, per ammissione degli stessi vertici regionali, non è quantificabile con precisione. In sostanza non è dato sapere, così come per l'insieme del corpo legislativo nazionale, quante leggi siano in vigore in Sardegna. In attesa di avere un quadro più preciso, la giunta Pigliaru ha pensato bene di cominciare a tagliare leggi inefficienti, perlopiù non applicabili ma con le quali si era costretti a fare i conti ogni volta che venivano richiamate. A partire da oggi, ci saranno meno norme e una serie di regole che daranno tempi certi ai cittadini per l'iter dei provvedimenti amministrativi, la cui conclusione dovrà avere un tempo non superiore a 30 giorni, con risarcimenti da 50 euro al giorno fino a 2mila, per eventuali ritardi nelle procedure.

“Sardegna + semplice 2015”, il ddl di semplificazione, approvato ieri in Giunta, è stato illustrato, in conferenza stampa, dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dall'assessore all'Industria, Maria Grazia Piras.

«La semplificazione – assicura con un paradosso Pigliaru – è la cosa più complicata che c'è, di fronte alla quantità di leggi, regolamenti, norme che affliggono la burocrazia nazionale e regionale. Questo ddl – dice il presidente – è frutto del lavoro degli assessorati all'Industria e agli Affari generali e riteniamo sia un provvedimento utile per i cittadini e per le imprese, capace di favorire gli investimenti con regole nuove e certe».

Pigliaru cita, per prima, la novità del principio di responsabilità per i funzionari regionali. Lo fa richiamando Popper: «Mettiamo la testa sotto la tagliola», pronta ad essere mozzata in caso di mancato assolvimento degli obblighi amministrativi. La Regione, d'ora in poi, è decisa ad assumersi le proprie responsabilità. Lo farà anche con l’istituzione del responsabile della correttezza e della celerità dei procedimenti e il “naming and shaming”, cioè con la pubblicazione sul sito della Regione degli uffici più e meno virtuosi.

«È nostra intenzione – spiega Pigliaru – garantire una maggiore qualità istituzionale, uno dei punti persistenti – sottolinea – del divario tra regioni del Nord e del Sud». Intrapresa la strada del “taglia leggi”, la Giunta si impegna a un periodico sfoltimento del parco normativo regionale per snellire le diverse procedure amministrative e aumentare la qualità istituzionale. Il Ddl “Sardegna +semplice 2015”prevede l’approvazione di un piano triennale per la semplificazione. Tra le novità più rilevanti introdotte dal provvedimento, che ora dovrà passare al vaglio della commissione e poi del Consiglio regionale, l’istituzione del Suape, lo sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia, che accorperà le competenze del Suap e del Sue in modo da garantire procedimenti più snelli tramite un unico punto di accesso.

Il ddl introduce una serie di misure immediatamente operative come l’autorizzazione unica ambientale affidata al Suape invece che alla Provincia, l’autocertificazione per la classificazione delle strutture ricettive, tagliando i passaggi tra i diversi uffici, l’abolizione del titolo abilitativo per le fiere e l’autocertificazione per i “temporary store” oggi costretti a seguire prima l’iter per l’apertura dell’attività e subito dopo quello per la chiusura. Per le imprese certificate, inoltre, sono previsti ulteriori provvedimenti di snellimento nelle procedure.

«La semplificazione era uno dei pilastri del programma della giunta – ribadisce l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras –. Questo ddl è il frutto dei tavoli di concertazione che la Regione ha tenuto con sindacati, associazioni e ordini professionali e che tiene conto dei loro suggerimenti e delle loro richieste. (f.t.)

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