La Nuova Sardegna

Saba: «Uliveti a rischio l’attenzione resti alta»

di Luca Fiori ; di Luca Fiori
Saba: «Uliveti a rischio l’attenzione resti alta»

Dopo la scoperta del batterio nel sud della Corsica cresce la paura tra i produttori Con un più 30 % l’annata 2014 ha fruttato nell’isola un business da 260 milioni

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Non c'è un vero e proprio allarme, ma dopo che la Xylella fastidiosa ha raggiunto la Corsica l'attenzione tra gli olivicoltori dell'isola è altissima. I giorni scorsi un ceppo similare al batterio killer che ha fatto strage di olivi in Puglia è stato rilevato in 21 campionamenti in diversi comuni dell’isola francese, e ora la paura è che la “peste verde” possa attraversare il mare e arrivare anche da noi.

«È chiaro che nelle campagne ci sia un po' di preoccupazione - ammette il direttore regionale di Coldiretti Luca Saba - ma fortunatamente non abbiamo notizie di infezioni nelle nostre piante». In Corsica l'allarme è stato lanciato da un giardiniere addetto alle cure di una siepe ornamentale attorno a un centro commerciale di Propriano, nel sud dell’isola francese. La prima pianta individuata come infetta dal batterio, una Polygala mirtifolya importata dalla Toscana nel 2010, è stata subito isolata e sottoposta a controlli fitosanitari. Il verdetto ha scosso la Corsica: è “Xylella fastidiosa”. Le analisi hanno già chiarito che si tratta della sottospecie “Multiplex”, diversa da quella presente in Salento. Secondo gli esperti, la minaccia potrebbe colpire altri alberi da frutto ma difficilmente l’olivo. Ma la paura resta, anche in Sardegna.

«Il problema della Xylella - spiega Luca Saba - è che al momento è difficile trovare una cura. Sappiamo che l’assessorato regionale dell'agricoltura e le agenzie agricole stanno facendo tutto il possibile per ridurre i rischi di ingresso della Xylella fastidiosa nella nostra regione, sia attraverso i controlli nei porti sia attraverso quelli effettuati nei vivai. Come Coldiretti - conclude Saba - chiediamo che l'attenzione resti altissima». Il Servizio produzioni dell’assessorato regionale dell’Agricoltura è riuscito ad ottenere anche uno specifico finanziamento dell’Unione europea che consente di fare, per quest’anno e per quelli a seguire, un ulteriore monitoraggio straordinario su 250 ettari, con 1200 analisi di laboratorio, oltre al monitoraggio ordinario già previsto dal Piano regionale di contrasto alla Xylella». La presenza del patogeno sul territorio pugliese rappresenta un grave rischio per l’intera produzione di olio d’oliva italiano. Secondo dati del consorzio olivicolo italiano la Puglia, con i suoi 375mila ettari coltivati a olivo, rappresenta il 32% delle superfici olivicole nazionali. Inoltre, per quanto attiene al tessuto imprenditoriale, l’olivicoltura è realizzata in Puglia da circa 270mila aziende, pari al 22% delle imprese olivicole italiane. Nel panorama olivicolo nazionale, la Puglia si contraddistingue anche per l’olio a denominazione di origine protetta (la Dop Terra di Bari) con il fatturato più elevato in Italia (28 milioni di euro), rappresentando il 35% del fatturato complessivo degli oli extravergine a marchio Dop e Igp italiani.

Lo scorso anno con un più 30 percento rispetto al 2013 la Sardegna è stata una delle pochissime regioni italiane a far registrare una buona raccolta di olive, in quella che nel resto del paese è stata definita la peggiore annata della storia con un meno 35 percento. Gli oliveti nell’isola ricoprono circa 40mila ettari di territorio agricolo e rappresentano un’importante realtà economica soprattutto in alcune zone del Sassarese e del Cagliaritano. Lo scorso anno la raccolta delle olive ha prodotto in Sardegna un business attorno ai 250-260 milioni per poco più di 51mila quintali di olio prodotto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative