La Nuova Sardegna

Contratti stabili: più 40 per cento Ma nell’isola assunzioni bloccate

di Pier Giorgio Pinna
Contratti stabili: più 40 per cento Ma nell’isola assunzioni bloccate

È già polemica anche in Sardegna: scontro sui primi effetti del Jobs Act voluto da Renzi Fanno discutere gli ultimi dati dell’Osservatorio sulla trasformazione dei contratti a tempo

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SASSARI. Aumentano i rapporti di lavoro stabilizzati, non l’occupazione. Che cosa significa? «La crescita del 40 per cento emersa dai report dell’Osservatorio Inps sul precariato in Sardegna riguarda le percentuali di nuovi contratti stipulati dopo l’introduzione del Jobs Act», spiegano tutti gli osservatori, dagli industriali ai dirigenti sindacali. «Ma non si traduce di sicuro in un incremento di posti – aggiungono – Al contrario, questo dato fotografa l’evoluzione in atto: un quadro dove nell’isola si cerca di beneficiare delle opportunità offerte dalle norme varate di recente dal governo». «Opportunità fiscali e di maggior libertà d’azione nei rapporti con i dipendenti rispetto al passato», precisano diversi analisti. Sintetizzando all’estremo: in crescita sono soltanto le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato, ma non è assolutamente il caso di parlare di nuove assunzioni. Almeno per il momento.

Come mai questi inediti sviluppi? Intanto, perché lo dicono i numeri: attraverso un semplice incrocio di dati statistici è facile capire quel che gli stessi imprenditori, assieme ai rappresentanti dei lavoratori, ammettono senza incertezze o dubbi. E poi perché, per capire quanto questi passaggi influiranno davvero in positivo sul mercato, bisognerà attendere quantomeno altri tre anni. Tanti quanti ne occorrono per verificare se quegli stessi rapporti diventeranno realmente definitivi. O se invece si risolveranno con un licenziamento senza alcun onere per le aziende, secondo quanto previsto dalla riforma dell’articolo 18 dallo Statuto dei lavoratori che ha dato ai datori di lavoro molta più libertà di manovra del passato, soprattutto nella gestione di possibili contenziosi davanti ai giudici.

Nei dossier dell’istituto specializzato a livello previdenziale, comunque, l’isola è in una posizione intermedia fra le altre regioni italiane, preceduta da molte aree del Centro-Nord. Ma a un’analisi approfondita di percentuali e tabelle resta confermato quel che aveva anticipato la Cisl sarda - attraverso la sua dirigente Oriana Putzolu – appena avvenuta la pubblicazione degli ultimi dati Inps: «Nessun nuovo posto, solo il compimento di un percorso per i contratti già in essere».

Così adesso, nonostante tutti nell’isola tutti concordino con queste interpretazioni, è sulle sfumature, sui dettagli, sulle attese del vero cambiamento che si apre il vero dibattito politico e sindacale. In realtà, a ben vedere, quasi uno scontro. Che vede posizioni decisamente antitetiche: gli imprenditori da una parte, i rappresentanti dei lavoratori dall’altra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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