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La Cgil: «Soldi pubblici regalati»

La Cgil: «Soldi pubblici regalati»

Il segretario Carrus: governo filopadronale, solo la Regione segue la strada giusta

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SASSARI. Non ricorre a giri di parole il segretario regionale della Cgil: «Le politiche sul lavoro di Renzi si confermano fasulle, una rapina di risorse pubbliche a vantaggio delle sole aziende». Secondo Michele Carrus i primi risultati scaturiti dal Jobs Act si vedono anche nell’isola: una trasformazione di contratti, dice, che non dà un solo posto in più. «Ai lavoratori vengono sottratti diritti, agli imprenditori si fa un regalo con sgravi fiscali resi possibili dal contributo di tutti i contribuenti – aggiunge – Chiaro il risultato: un governo filopadronale continua a penalizzare il Sud e la Sardegna».

Del tutto diverse le valutazioni sotto questo profilo nei confronti della giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru. «Gli interventi del presidente vanno nella direzione opposta rispetto a quella dell’esecutivo nazionale – dice Carrus – Certo, il governatore e gli assessori vanno incoraggiati, stimolati ancora. Ma la strada intrapresa appare corretta. È quella degli incentivi condizionati alla vera creazione di occupazione, la semplificazione burocratica, la cancellazione di leggi inutili, l’apertura di cantieri, l’avvio di opere pubbliche. Insomma, c’è una netta inversione di tendenza: l’esatto contrario di quel che fa Renzi».

A chi gli chiede il perché di valutazioni così dure il segretario della Cgil risponde ancora senza mezzi termini: «I timidi segnali di ripresa che si possono scorgere dipendono da fattori internazionali. Come il cambio favorevole dell’euro sino alla svalutazione dello yuan l’altro ieri. E come il costo del denaro tenuto bassissimo dalla Bce. Tanto è vero che quest’anno export come quelli dei formaggi stanno andando benissimo. Ma al di là di qualche rondine che non fa primavera, in Sardegna la crisi perdura. Anzi, si aggrava. E non ha alcun senso adottare provvedimenti che premiano tutte le azienze senza fare distinzioni tra buone e pessime, tra evasori e onesti».

«In questo modo non si fa altro che creare nuove diseguaglianze sociali e Roma conferma l’assenza di un qualsiasi disegno strategico in materia economica se non quello, lo ripeto, di dare una mano libera alle imprese - attacca ancora Carrus – E tutto in una logica da governo centralista che non si vedeva da anni. Nella quale il governo avoca a sé qualsiasi materia, compresa la vigilanza ambientale». In questo quadro, secondo il leader della Cgil, gli unici progetti che vanno avanti nell’isola sono quelli avviati da gruppi e società che avrebbero investito in Sardegna a prescindere dalle scelte governative. «Mi riferisco – conclude Carrus – alla chimica verde a Porto Torres e alla Portovesme srl: in questo caso sì che con il cambiamento del processo produttivo si pensa a dare vita a nuovi posti di lavoro veri». (pgp)

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