Via i sigilli: a San Teodoro riapre l’Ambra night
È durato soltanto un giorno il sequestro del locale notturno sovraffollato. E ora il sindacato dei gestori chiede maggiori controlli e sanzioni per chi fa concorrenza sleale
SAN TEODORO. Il popolo della notte può tirare un sospiro di sollievo, l’Ambra night sarà regolarmente aperta già questa notte, per accogliere i tantissimi nottambuli che affollano San Teodoro e dintorni. Dopo il sequestro effettuato due notti fa dai carabinieri della compagnia di Siniscola che avevano trovato all’interno del locale un numero di persone superiore a quello consentito dalle norme di sicurezza, lo storico locale è stato già dissequestrato ed ha aperto i battenti già ieri sera recuperando lo spettacolo di Salmo Madh e Dj Slat oltre a quello di Daclessflow già in programma. Oggi invece è prevista la performance di Gianni Agnelli e sicuramente si registrerà il tutto esaurito.
Via i sigilli. I legali dell’Ambra night si sono mossi nell’immediatezza e il mattino dopo il sequestro hanno fatto istanza per la rimozione dei sigilli. Un sopralluogo dei vigili del fuoco ha accertato la regolarità degli impianti di sicurezza del locale. I gestori hanno chiesto al Tribunale di poter riaprire il locale e l’ok è arrivato ieri mattina per la gioia dei tanti affezionatissimi che hanno letteralmente inondato le bacheche dei social network per chiedere l’immediata riapertura del locale, diventato da decenni simbolo della movida teodorina. I carabinieri erano entrati in azione, nella notte di martedì durante uno degli eventi clou dell'estate quando era prevista l’esibizione di uno dei dj più noti a livello europeo, il tedesco Ben Klock. Durante il sopralluogo dei militari, all’interno era stata trovata più gente di quella consentita con pericoli quindi per la gestione in caso di un’emergenza. Immediatamente il locale era stato sequestrato e tutti i clienti erano stati mandati a casa. Dopo 24 ore, all’Ambra si può ricominciare a ballare.
Le polemiche. Il sequestro dell’Ambra, unito alla fitta campagna di controlli nelle discoteche – avviate dopo la tragedia al Cocoricò di Rimini – ieri hanno fatto insorgere il sindacato dei locali da ballo. Che hanno chiesto analoghe verifiche anche nel mondo degli abusivi: tra i locali che pur non essendo discoteche, organizzano feste per migliaia di persone con musica dal vivo e dj. Il Silb invita il governo a inasprire i controlli proprio “in questo modo parallelo” dove la sicurezza dei giovani non è garantita. Il sindacato isolano, guidato da Peppino Muresu, si dichiara aperto ai controlli, “ben vengano”, a patto che non si trasformino in accanimento contro il settore. Lo stesso Muresu ribadisce la volontà di attuare interventi decisi ed efficaci con l’obiettivo di trasformare le discoteche in un luogo sicuro, in cui i genitori possano mandare con fiducia i propri figli. Di recente il sindacato aveva avanzato due proposte: il divieto d'ingresso in discoteca ai minori di 18 anni e il daspo per chi non rispetta le regole, cartellino giallo (o rosso a seconda dei casi) per chi disturba e crea confusione. «Siamo imprenditori – spiega Muresu – vogliamo continuare a fare il nostro lavoro e per questo motivo siamo pronti a intervenire per eliminare tutto ciò che non va o crea sfiducia nei confronti delle discoteche. A settembre ci riuniremo per individuare tutti insieme i provvedimenti più efficaci. Ma – aggiunge Muresu – è giusto che la concorrenza sleale, quella che non segue le regole, venga punita».
Nuove chiusure. Intanto la campagna per la sicurezza va avanti. E anche le sanzioni. Ad Alghero, dopo la rissa di lunedì notte, in cui ha avuto la peggio un turista svizzero finito all’ospedale, il questore di Sassari ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura per 14 giorni del Marakaibo e del Kelu, due locali vicini al punto della zuffa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
