La Nuova Sardegna

E i turisti ammirano la vestizione

di Daria Pinna

Il centro ieri mattina ha accolto il rito al rullo dei tamburi, tra caffè ed emozioni

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il rullo dei tamburi ha svegliato la città alle prime ore del mattino. Sassari si è svegliata in un clima di festa, che si è protratto per tutta la giornata di ieri. I portatori dei dieci ceri con l'Obriere di candeliere si sono incontrati nei bar del centro per fare colazione tutti insieme: un rito che serve per cementare il legame fortissimo che per tutta la giornata tiene stretti 90 uomini forti (8 portatori per ogni cero più il capo candeliere) che la sera portano la città sulle loro spalle.

Fino alla chiesa di Santa Maria per sciogliere il voto all'Assunta. Le "vestizioni" dei Candelieri sono cominciate intorno alle dieci. Un rito suggestivo che si ripete da secoli e che negli ultimi anni ha richiamato l'attenzione di pubblico e turisti. Tanto che l'amministrazione comunale ha predisposto un servizio con il trenino Ajò, lungo un percorso che abbraccia le sedi di tutti i dieci gremi e le case degli obrieri per portare i turisti a vivere la festa fin dal mattino.

Alle 10,30, nella parte bassa del corso Vittorio Emanuele, i Sarti addobbano il loro nuovo candeliere, preso in spalla dai capo candelieri di ogni gremio e fatto ballare davanti a decine di spettatori. «Per noi sarà una Faradda particolare. Potremo fare sfilare il nostro candeliere nuovo di zecca», ha detto con orgoglio il presidente Salvatore Spada”. Anche il Gremio dei Contadini si è messo al lavoro da presto. Il candeliere della corporazione che rappresenta la città è stato "vestito" nella piazzetta di fronte alla chiesa di Sant’Apollinare.

Commozione e divertimento durante la "vigilia" più amata dai sassaresi, compresi sindaco e giunta che hanno fatto il giro a piedi di tutte le sedi delle vestizioni. Sassari è stata inondata dal suono incalzante dei tamburini e dei pifferi provenienti da ogni angolo del centro storico, con i balconi addobbati a festa, le bandiere e gli stendardi disseminati dappertutto, perfino sulle macchine parcheggiate e nelle vetrine dei negozi. I vicoli si sono riempiti di colori. E i gremianti, dopo faticose settimane di preparativi, pronti a dar sfoggio della loro abilità nell'abbellimento del cero. Gli Obrieri di candeliere hanno spalancato le porte delle loro abitazioni per la consueta vestizione e ringraziare i visitatori con sontuosi banchetti. Fermento in via dei Corsi, a pochi metri dalla sede del gremio dei Piccapietre. Nel caratteristico "Pozzu di bidda" si procede all'addobbo: c'è chi si occupa del capitello sistemando i "Bola Bola",chi invece spilla le ultime banderuole che, appuntate una con l'altra, formano una suggestiva corona. Si scherza, si accennano cori e balletti, i tamburinai si esercitano, cosi come i pifferai.

Di fronte alla sede dei Viandanti si erge maestoso il candeliere, tanti i nasi all’insù per ammirarlo da vicino. Ci siamo. È quasi ora di pranzo e mancano poche ore all’inizio della “Festha Manna”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative