La Nuova Sardegna

i funerali a oristano

Addio all’eroe di Ferragosto, applausi all’uscita della bara

di Francesco G. Pinna
Addio all’eroe di Ferragosto, applausi all’uscita della bara

ORISTANO. «Questo per i suoi amici e i suoi familiari è un giorno di dolore, e giorni di dolore saranno quelli che seguiranno, ma quello che ha fatto Vincenzo il giorno di Ferragosto è il suo pass...

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ORISTANO. «Questo per i suoi amici e i suoi familiari è un giorno di dolore, e giorni di dolore saranno quelli che seguiranno, ma quello che ha fatto Vincenzo il giorno di Ferragosto è il suo pass per entrare in paradiso». Sono le parole pronunciate da padre Giovanni Petrelli davanti alla bara di legno chiaro con le spoglie di Vincenzo Curtale, il “martire della carità” che la mattina di Ferragosto ha sacrificato la sua vita per soccorrere due sconosciuti che rischiavano di annegare nel mare di San Giovanni di Sinis. Applausi all’uscita della bara.

«Davanti a quello che ha fatto, dobbiamo solo inchinarci, e riflettere su come siamo pronti a dare la vita gli uni per gli altri» ha proseguito padre Petrelli invitando tutti i presenti a «dire grazie al Signore per il cuore altruista e generoso di Vincenzo».

Sulla bara un cuscino di rose bianche e girasoli. Rosso invece il colore scelto da padre Petrelli per i suoi paramenti al posto del viola solitamente usato per la celebrazione dei funerali, perché «rosso è il colore liturgico dei martiri», ha spiegato invitando tutti a cogliere l'insegnamento di Vincenzo.

Sotto le navate della Chiesa di san Sebastiano (Enzo, come tutti lo chiamavano, abitava con la madre Bonaria in via Ricovero) tanta gente che lo aveva conosciuto da vivo, ma anche moltissimi oristanesi e non solo che lo hanno conosciuto solo da morto e hanno voluto onorare il suo gesto da vero eroe. C'erano anche il sindaco di Oristano Guido Tendas con la fascia tricolore, il comandante della Capitaneria di porto, Rodolfo Raiteri, e una rappresentanza dell'arma dei carabinieri. Assenti invece altre istituzioni che nella vicenda costata la vita a Vincenzo Curtale potrebbero anche avere qualche cosa da farsi perdonare. Ci sono molti aspetti da chiarire sul perché il servizio di salvamento a mare non sia stato istituito o se non i pochi centri della provincia di Oristano e con modalità molto ridotte. A Is Aruttas i due bagnini che presidiano un enorme tratto di costa (anch’esso molto esposto al vento dominante di maestrale), hanno ricevuto oggetti che forse sarebbero stati più utili a inizio stagione: «Gli hanno dato una torretta e una piccola imbarcazione a remi, senza remi - racconta Giorgio Vargiu, segretario regionale dell’Adiconsum -. Probabilmente gli sarebbe stato molto più utile un pattino, agile e maneggevole».

Intanto c’è chi propone di intitolare a Enzo Curtale la piscina comunale di Oristano. Il sindaco Tendas, all’indomani della tragedia, era stato chiaro: «La città non dimenticherà questo esempio di grande altruismo».

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