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Muore dopo un malore in chiesa, donati gli organi di una 39enne

Muore dopo un malore in chiesa, donati gli organi di una 39enne

Daniela Asara, di Sorso, stroncata mentre stava assistendo alla messa di ferragosto a San Pantaleo I medici di Sassari hanno effettuato l’intervento espiantando pancreas, fegato e i due reni

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SASSARI. Stava assistendo alla celebrazione eucaristica, quando ha avvertito un forte dolore alla testa e si è accasciata sul banco della chiesa. Domenica notte la donna, Daniela Asara, di 39 anni, di Sorso, ha cessato di vivere e i suoi organi sono stati espiantati e poi trapiantati su quattro persone.

Sabato sera, nel giorno di Ferragosto, in cui si festeggia l’Assunzione al cielo della Madonna, Daniela Asara, una donna molto devota, si era recata nella chiesa di San Pantaleo, la parrocchia dedicata al santo patrono di Sorso. Una celebrazione festiva molto partecipata. D’un tratto la donna ha avuto un malore. Subito è stata soccorsa da chi le stava vicino ed è immediatamente intervenuta la guardia medica che si trova poco distante, in via Sennori. Nel frattempo la donna era vigile e ha spiegato i suoi sintomi. È stata chiamata l’ambulanza del 118 e quindi gli operatori di Sardegna Emergenza, con il medico a bordo hanno accompagnato la donna all’ospedale di Sassari. I sanitari le hanno diagnosticato un’ischemia cerebrale e ne hanno disposto il ricovero in Rianimazione. Ma domenica notte, Daniela Asara ha cessato di vivere a causa di una emorragia, e i familiari hanno autorizzato l’espianto.

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All’ospedale civile di Sassari è stato eseguito un prelievo multiplo di organi. Dopo la donazione, gli organi (pancreas, fegato e due reni) sono stati poi trapiantati all’ospedale Brotzu di Cagliari. L’intervento è stato eseguito nel reparto Rianimazione e Terapia Intensiva diretto dal professor Guglielmo Padua. A coordinare il prelievo sono stati i medici Stefania Milia e Luigi Solinas.

Domenica notte, qualche ora dopo il decesso, è cominciata la procedura per l’espianto. L’intervento, che ha visto il coinvolgimento di numerosi altri chirurghi e di diversi reparti degli ospedali sassaresi, è terminato nella tarda mattinata di ieri. Gli organi sono stati poi trasferiti a Cagliari con un elicottero dei vigili del fuoco attraverso il coordinamento dell’elisoccorso del 118. All’ospedale Brotzu, intanto, erano già state allestite le sale operatorie per permettere il trapianto degli organi su quattro persone selezionate e ricoverate nella serata di domenica.

«Innanzitutto voglio sottolineare la generosità dei familiari della donatrice – ha detto l’assessore alla Sanità Luigi Arru – è un gesto esemplare e da mettere in evidenza perché, grazie alla donazione degli organi, oggi possiamo dire di aver salvato quattro vite umane. In secondo luogo, è doveroso rimarcare la grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti i reparti degli ospedali di Sassari che hanno lavorato in un giorno di festa, dopo ferragosto, garantendo la perfetta riuscita del prelievo multi-organo. Disponibilità ed esperienza che sono di casa anche al Brotzu, che si conferma centro di altissima professionalità in fatto di trapianti. Il sistema sanitario sardo – ha detto l’assessore Arru – ha dimostrato di essere efficiente anche nel periodo festivo: questo è segno di organizzazione e di competenza. Speriamo che questo evento sia d’esempio e possa garantire davvero una ripresa delle donazioni. Stiamo lavorando perché la cultura della donazione non venga mai meno e confidiamo nella sensibilità e solidarietà sociale della popolazione sarda».

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