Bper, in Sardegna scatterà il taglio di 250 dipendenti
La rivoluzione comporterà la chiusura di tutti gli sportelli della Banca di Sassari di cui sopravviverà la divisione consumer
SASSARI. La Banca di Sassari saluta la sua attività di sportello e dopo quasi 130 anni di storia le sue filiali confluiscono all’interno del Banco di Sardegna, così come il personale. Le insegne delle 54 filiali dell’ex Popolare saranno sostituite da quelle del Banco nel primo semestre del prossimo anno. Molte scompariranno del tutto, perché nel piano industriale 2015-2017 del gruppo Bper – per il quale è stato appena sottoscritto l’accordo quadro dai sindacati – è prevista la chiusura di una novantina di sportelli del gruppo in tutta l’isola.
Un piano industriale che ridisegna il futuro dell’istituto di credito nato a Sassari nel 1888 con il nome di Banca Cooperativa fra Commercianti Società Anonima. L’accordo, che a livello nazionale prevede l’uscita in tre anni di 781 dipendenti dal gruppo, nell’isola riguarderà 251 lavoratori del Banco di Sardegna, della Banca di Sassari, della Sardaleasing e della Numera. Il gruppo bancario di Modena per la Sardegna aveva previsto in realtà 292 uscite, ma grazie a una lunga trattativa sindacale sono stati salvati una quarantina di posti nell’isola. L'azienda costituirà infatti due poli del Contact Center, attualmente presente a Modena con 15 lavoratori (e che a regime impiegherà 115 dipendenti) e saranno ubicati uno a Sassari (con 30 lavoratori) e uno ad Avellino (25 risorse). L’Help Desk di Sassari verrà inoltre incrementato di cinque unità con contestuale riduzione di quello di Modena e la nuova Phone Collection, che vedrà impegnati dieci risorse, verrà realizzata in Sardegna. Diverse attività inizialmente destinate a Modena resteranno infine nel Polo di Bperservices di Sassari.
Della Banca di Sassari sopravviverà la Divisione consumer: si tratta dell’unità di business del gruppo Bper che si occupa dell’emissione di carte di credito, carte di debito e prepagate, ma anche dell'offerta dei prestiti assistiti (con cessione del quinto dello stipendio) e dei sistemi di trasferimento del denaro. La Divisione resta e cresce: il piano industriale prevede la sua trasformazione in centro d’eccellenza al servizio dell’intero gruppo Bper, unico riferimento in ambito nazionale. Non solo per le carte di credito, come accade attualmente, ma anche per quanto riguarda il campo dei prestiti. L’accordo firmato a Modena pochi giorni fa prevede nell’isola 109 pensionamenti dal primo gennaio 2017, altri 110 lavoratori sardi del gruppo Bper aderiranno al fondo che li accompagnerà alla pensione nei cinque anni successivi e per un’altra trentina di lavoratori è stata ipotizzata l’uscita dal gruppo bancario per altri motivi. Il gruppo di Modena ha inoltre previsto 200 assunzioni di profili specializzati, in particolare per le nuove aree di business (Digitale e Omnichannel).
Le selezioni dei candidati - hanno ottenuto i sindacati - saranno realizzate con una particolare attenzione ai territori maggiormente interessati dalla manovra prevista dal Piano Industriale e con minori opportunità d’impiego, dunque anche in Sardegna. «Quello appena sottoscritto - spiega Tonino Usai della First Cisl - è un accordo in linea con la situazione attuale e fortemente condizionato dagli eventi, futuri ed incerti, che interesseranno soprattutto le Banche Popolari a seguito dell’improvvido e prematuro provvedimento del Governo che le obbliga alla trasformazione in Spa. Abbiamo tutelato al meglio i colleghi - aggiunge Usai - in particolare coloro che, impegnati nella realizzazione del piano, ne subiranno le conseguenze sul versante della mobilità, sia essa professionale che territoriale». Soddisfatto dell’accordo anche Emanuele Tecleme della Fisac Cgil: «è un ottimo accordo - spiega - che oltre a tutelare bene i lavoratori coinvolti nelle varie operazioni del piano, riesce a tenere lavorazioni anche di qualità nel territorio».
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